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VIOLENZE 10 Gennaio Gen 2015 1515 10 gennaio 2015

Nigeria, bimba-kamikaze nel mercato: morti

La piccola ha agito in mezzo alla folla. Almeno 20 vittime. Sospetti su Boko Haram.

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Lo scenario post attentato in Nigeria: da tempo il Paese è sconvolto dalla violenza.

Una bambina kamikaze di 10 anni salta in aria uccidendo una ventina di persone in un mercato di Maiduguri, capoluogo dello stato nigeriano di Borno, mentre miliziani fondamentalisti islamici danno l'assalto a Damaturu, capitale del confinante stato di Yobe.
A poco meno di cinque settimane dalle elezioni presidenziali e legislative in Nigeria, i Boko Haram stanno accentuando la loro ondata di terrore sulle città e sugli abitanti del Nord-Est del Paese, costringendo all'esodo verso i confini di Camerun, Ciad e Niger altre migliaia di persone.
LA KAMIKAZE AVEVA 10 ANNI. Il mercato preso di mira il 10 gennaio a Maiduguri è lo stesso dove lo scorso primo dicembre due donne si fecero esplodere causando una decine di morti e una cinquantina di feriti. La bambina saltata in aria non aveva, secondo fonti di polizia e della Croce Rossa, più di 10 anni.
La deflagrazione è stata terrificante, dopo un paio d'ore i soccorritori contavano almeno 20 morti e 18 feriti, alcuni in gravissime condizioni. Secondo Gideon Jibrin, portavoce della polizia di Borno, «il corpo della ragazzina è stato fatto a pezzi. Come fosse stato tagliato in due, la parte superiore è stata trovata a 500 metri di distanza».
IL PRECEDENTE DI DICEMBRE. Per compiere l'attentato è stata scelta un'ora di punta, poco dopo le 12.30. Tra i banchi e i negozietti si aggiravano decine di persone, in gran parte donne con i loro bambini. Secondo la polizia, benché non vi sia stata rivendicazione è più che probabile che l'attentato sia stato organizzato dai Boko Haram che sempre più spesso usano le ragazze per i loro sanguinosi attentati.
L'ipotesi è suffragata da un'altra 'coincidenza': anche il primo dicembre, mentre il mercato di Maiduguri veniva colpito per la prima volta, miliziani pesantemente armati avevano attaccato Damaturu, incendiando edifici pubblici, devastando abitazioni e negozi, uccidendo a caso.
«NEANCHE SAPEVA COSA AVEVA ADDOSSO». Allora nessuno aveva avanzato dubbi sulla volontarietà delle due donne di farsi saltare in aria. Oggi invece il portavoce della polizia racconta che la bambina era stata fermata e che due agenti la stavano perquisendo quando c'è stata la deflagrazione. «Forse neppure sapeva cosa le era stato messo addosso, forse la bomba è stata fatta detonare con un telecomando», ha detto il portavoce della polizia. «I due agenti sono morti all'istante dilaniati dall'esplosione».
I Boko Haram hanno fatto compiere per la prima volta a una donna un attacco suicida l'anno scorso, in giugno, nella città di Gombe, nell'omonimo Stato situato sempre nel Nord a maggioranza musulmana ma nel cuore del Paese, lontano dalle frontiere.
IN SEI ANNI OLTRE 14 MILA MORTI. Un mese dopo una bambina di 10 anni era stata bloccata a Katsina con addosso un giubbotto esplosivo: si era salvata e tra le lacrime aveva raccontato di essere stata costretta a indossarlo dai familiari.
Il fanatismo degli integralisti islamici Boko Haram che nel Nord-Est della Nigeria hanno proclamato un 'califfato' affiliato all'Isis siriano-iracheno di Abubakr al-Baghdadi, ha provocato in sei anni oltre 14 mila morti e più di 1 milione e 600 mila sfollati.
È del 9 gennaio l'ennesimo allarme dell'organizzazione umanitaria Amnesty International: la maggior parte di queste persone non possono essere assistite né curate, se sopravvivono alla violenza sono la fame e gli stenti a ucciderle.

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