Norman Atlantic 141230111619
INTERVENTO 10 Gennaio Gen 2015 2015 10 gennaio 2015

Norman Atlantic, spento l'incendio a bordo

Ora l'obiettivo dei vigili del fuoco diventa aspirare il fumo e cercare i corpi dei dispersi.

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Il relitto del traghetto Norman Atlantic.

L'incendio a bordo della Norman Atlantic è definitivamente spento. I vigili del fuoco, la mattina del 10 gennaio, sono entrati da un portellone laterale nella pancia della nave, sul ponte 3, lì dove fino a pochi giorni fa erano state rilevate temperature elevatissime, scese ora all'incirca a 20 gradi. Si potrà andare avanti, ora, con i rilievi investigativi a bordo e con la ricerca di eventuali corpi di persone disperse.
MINACCIA CESSATA. A dare l'annuncio, del tutto inatteso, che il fuoco ha cessato di minacciare la sicurezza della nave è stato il comandante provinciale di Brindisi dei vigili del fuoco, Michele Angiuli, che non ha nascosto l'orgoglio per l'impresa portata a termine. I suoi uomini erano appena riusciti a passare attraverso la minuscola apertura, che si scorge sulla 'N' della scritta Anek Line, sulla fiancata sinistra, quella a ridosso della banchina di Costa Morena Nord del porto di Brindisi. Ce n'è un'altra, sulla murata destra, ed è stata aperta anche quella, via mare.
ORA RESTA DA SCONFIGGERE IL FUMO. Il nemico da sconfiggere, ora, è meno agguerrito del fuoco che ha continuato ad ardere per giorni nelle parti più interne del traghetto: è il fumo che invade i locali e che viene aspirato con i compressori dai pompieri di Brindisi. Ma è un nemico che fa molta meno paura. Fino a qualche ora fa si era temuto che la saturazione degli ambienti interni determinata dalla presenza di gas sprigionatisi con la combustione potesse determinare deflagrazioni. Si era pensato addirittura di dover chiudere il porto. Nulla di tutto ciò è accaduto. L'11 si torna a bordo. Ci saranno i tecnici che continueranno a ripulire i ponti 1, 2 e 3 e gli investigatori che intendono riprendere subito le ispezioni sperando di riuscire presto a spingersi nei livelli più bassi del traghetto, quelli in cui si trova il garage. Lì si teme di trovare i corpi di persone disperse, ma anche i resti di clandestini che potrebbero essere riusciti a imbarcarsi sulla Norman Atlantic, ipotesi confermata anche dalla testimonianza raccolta a Bari di un migrante 16enne scampato alla morte, che ha detto di aver visto bruciare almeno 10 persone che erano con lui.

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