REAZIONI 11 Gennaio Gen 2015 1011 11 gennaio 2015

Charlie Hebdo, oltre due milioni alla manifestazione di Parigi

Charlie Hebdo, corteo a Parigi. Bagno di folla, in testa i capi di Stato: città blindata. Incendiato giornale tedesco. In Belgio evacuata redazione di 'Le Soir'.

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Il mondo scende in piazza a Parigi, al motto «Nous sommes Charlie». Nella capitale francese sono arrivate quasi due milionid persone, oltre a una massiccia partecipazione dei capi di Stato, che ha aperto il corteo. Sono partiti alle 15:30, tra gli applausi della gente. Insieme a loro i familiari delle vittime dell'attacco jihadista, e i rappresentanti religiosi.
Dopo il massacro nella redazione di Charlie Hebdo, il mondo ha risposto, nel nome della libertà. E sulle strade della città sono arrivati leader da ogni parte del mondo: sono arrivai il presidente ucraino Poroshenko, i reali di Giordania, il premier turco Davatoglu, il presidente dell'Anp Abu Mazen e il presidente del Consiglio israeliano Benjamin Netanyahu.
Imponente la presenza di politici francesi, con Hollande e Sarkozy fianco a fianco, ma la grande esclusa è Marine Le Pen. La leader del Front Nationale avrebbe voluto esserci ma non è stata invitata, e ha deciso di manifestare con il suo partito a Beaucaire.
LA PAURA DI NUOVI ATTENTATI. Tutti insieme, tra misure di sicurezza da record. Secondo quanto dichiarato dal ministero degli Interni francese, sono oltre 3 mila gli agenti di polizia e i militari impiegati per garantire lo svolgimento della manifestazione.
Perché la tensione è altissima. Dopo l'isteria collettiva che ha portato a due falsi allarmi terrorismo in un giorno, è arrivato anche l'allarme dagli Stati Uniti: la Cnn ha detto che «nelle ultime 24 ore sono state attivate in Francia cellule terroristiche dormienti». Intanto, resta fitto il mistero sul destino di Hayat Boumeddiene, che potrebbe aver trovato rifugio in Siria.

La diretta della giornata parigina

20.15 - OLTRE 4 MILIONI IN TUTTA LA FRANCIA. Più di quattro milioni hanno sfilato oggi in tutta la Francia contro il terrore. Lo ha affermato Le Monde, citando fonti proprie. Oltre 1 milione erano in piazza a Parigi, tre milioni in provincia.

18.58 - «LA PIÙ GRANDE DELLA STORIA FRANCESE». È la più grande della storia francese, «senza precedenti»: così il ministero dell'Interno francese ha definito la marcia repubblicana a Parigi, ripetendo che i dimostranti sono così numerosi da rendere impossibile una stima esatta dell'affluenza per il momento.

17.37 - ALMENO DUE MILIONI DI MANIFESTANTI. Almeno due milioni di manifestanti: questo l'ultimo bilancio della partecipazione alla marcia repubblicana in omaggio alle vittime degli attentati, secondo quanto riferisce BFM-TV.

17.24 - CORTEO INVADE VIE CIRCOSTANTI. La folla scesa in piazza per la marcia di Parigi è talmente tanta che entrambi i tracciati ufficiali sono quasi bloccati, e il corteo ha ormai invaso le vie circostanti. Diverse strade parallele a quelle del percorso indicato dagli organizzatori sono invase dalla gente, così come le vie perpendicolari che le collegano. Molte persone, per riuscire a vedere, si arrampicano sulle pensiline degli autobus o su alcuni ponteggi di edifici in ristrutturazione.

16.03 - HOLLANDE INCONTRA SOPRAVVISSUTI GIORNALE. Il presidente francese Francois Hollande si è fermato a lungo a parlare con i superstiti di Chlarlie Hebdo, sfuggiti al massacro del 7 gennaio, in prima fila al corteo insieme con i parenti delle vittime cadute nella redazione del giornale satirico e poi nel supermercato kosher di Port de Vincennes.

15.44 - VITTIME DI EBREE SEPOLTE IN ISRAELE. Le quattro vittime ebree di Parigi saranno sepolte in Israele e i funerali si svolgeranno probabilmente martedi' 13 gennaio. Lo ha annunciato l'ufficio di Benyamin Netanyahu da Gerusalemme sottolineando che il premier ha accettato una richiesta delle famiglie. Netanyahu ha dato disposizioni per il coordinamento delle procedure.

15.35 - METRO STRACOLMI IN CITTÀ. I metro sulle linee per raggiungere Place de la Republique sono stracoli e fiumi di persone con bandierine della Francia e con cartelli al collo con la scritta «Je suis Charlie» riempiono le strade per raggiungere la piazza. Tra loro anche molti anziani, famiglie con bambini per mano e passeggini. Numerosi anche gli stranieri arrivati per manifestare la loro solidarietà.

15.30 - COMBATTIMENTO SU INTERNET. «L'Ue rafforzerà il dialogo con le aziende Internet perché questo è il veicolo di principale diffusione del terrorismo. È un lavoro già avviato dalla Commissione europea che verrà approfondito», così il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve, parlando del vertice straordinario per la lotta al terrorismo.

15.17 - BANDIERE DI STATI ISLAMICI IN STRADA. Sventolano anche bandiere di Paesi arabi e musulmani all'interno del corteo che sta sfilando per Parigi per dire no al terrorismo dopo gli attacchi degli ultimi giorni. Le immagini delle tIVù hanno mostrato fra l'altro vessilli algerini, palestinesi e turchi.

15.05 - APPLAUSI PER L'EROE MUSULMANO. Il dipendente musulmano eroe del negozio kosher Lassana Bathily, che ha salvato dei clienti nascondendoli nella cella frigorifera nel sotterraneo è in piazza a Parigi per partecipare alla marcia in ricordo delle vittime degli attentati. Accompagnato da una delegazione di ebrei, la folla lo ha riconosciuto ed ha applaudito gridando «Bravo! Bravo!». La piccola delegazione si è diretta verso la testa del corteo dove sono in arrivo i capi di Stato e di Governo.

14.40 - «NOSTRI VALORI PIÙ FORTI DELLE MINACCE». «I nostri valori sono più forti delle loro minacce», ha detto Matteo Renzi a Parigi, aggiungendo: «Magari bastasse una legge, c'è bisogno innanzitutto di una sfida più grande: affermare valori più grandi dell'orrore».
«L'Europa è molto di più di un fattore solo economico», ha proseguito. «Questa vicenda tragica può avere come effetto collaterale positivo, l'unico, di riportare ciascuno di noi a riflettere su cosa è l'Europa: l'Europa sono 70 anni di pace».

14.25 - «CHARLIE AKBAR». Cartelli con scritto «Charlie Akbar», un enorme striscione con la scritta «restiamo uniti» che campeggia su un palazzo, la Marsigliese intonata in coro e bandiere di ogni paese. Così la place de la Republique si prepara alla grande marcia contro il terrorismo. Sono già migliaia le persone che premono su boulevard Voltaire, ma il corteo ancora non può partire. Tra la folla si vedono cartelli e bandiere di ogni tipo, compresa una con il volto di Ocalan.

14.24 - SFILATA SILENZIOSA DAVANTI A CHARLIE HEBDO. Un fiume di persone sta sfilando nel più totale silenzio davanti alla sede di Charlie Hebdo, nell'11esimo arrondissement di Parigi. A pochi metri dal luogo in cui è stata compiuta la strage contro la redazione del settimanale satirico francese, qualcuno ha ribattezzato la strada attaccando un adesivo sulla targa del comune: «Piazza della Libertà d'espressione». Centinaia di fiori, candele, matite, foto dei vignettisti, poesie, ricordi, bandiere e ringraziamenti sono ammassati ai bordi della strada. Mentre centinaia di persone continuano a raccogliersi in preghiera o nel raccoglimento.

13.59 - IN PIAZZA ANCHE PRODI. Anche Romano Prodi, ex presidente della Commissione Ue, è giunto all'Eliseo, accolto da Hollande, per partecipare alla riunione che precede la marcia repubblicana.

13.50 - NETANYAHU ARRIVATO ALL'ELISEO. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è arrivato al palazzo dell'Eliseo per la riunione prima della marcia repubblicana ed è stato accolto dal presidente Hollande.

13.22 - ALFANO: «NESSUN PAESE A RISCHIO ZERO». «Non esiste in questo momento un paese a rischio zero», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano, da Parigi.
«Schengen è una grande conquista di libertà non si può regalare ai terroristi il successo di tornare indietro», ha aggiunto il leader del Nuovo centrodestra.
Intanto è atterrato a Parigi l'aereo del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

13.05 - CAZENEUVE: «VALUTARE MODIFICHE SCHENGEN». «Bisogna valutare possibili modifiche al sistema Schengen per lottare contro il terrorismo. Ma oggi esprimiamo con forza disgusto per antisemitismo», ha detto il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve.

13.03 - HOLLANDE: «PARIGI CAPITALE DEL MONDO». Oggi Parigi è la capitale del mondo'. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande ai suoi ministri riuniti all'Eliseo nel giorno della grande marcia contro il terrore nella capitale francese con almeno un milione di persone e capi di Stato e di governo da tutto il mondo.

13.00 - PARTITI GLI SLOGAN IN PIAZZA. «Je suis Charlie, flic, Juif, sono Charlie, poliziotto, ebreo». È questo lo slogan che domina in place de la République a Parigi, già gremita a più di due ore dall'inizio della marcia repubblicana, in ricordo delle vittime dell'attentato a Charlie Hebdo che si è poi allargato all'omaggio ai poliziotti uccisi e ai morti nel negozio kosher. In piazza sventolano bandiere francesi, cartelli e in molti impugnano le matite. Sopra la statua sono saliti dei ragazzi che urlano «Charlie, liberté». Partecipano anche molte famiglie con bambini anche nei passeggini.

12.48 - SORVEGLIANZA AL MASSIMO. È già massima la sorveglianza intorno alla place de la Republique di Parigi, da cui alle 15 partirà la grande marcia. Diverse vie e boulevard adiacenti sono chiusi, transennati e presidiati da gruppi di poliziotti e gendarmi, spesso in tenuta anti sommossa. La circolazione delle auto e' interrotta in un raggio molto ampio intorno al percorso. Anche i pedoni vengono fermati, i controlli d'identità sono strettissimi, solo i residenti possono passare da alcuni tratti. Diversi agenti dicono di non essere di stanza a Parigi, ma di essere stati inviati sul posto per l'evento eccezionale di oggi.

12.30 - HOLLANDE ALLA SINAGOGA DOPO LA MARCIA. Il presidente francese Francoise Hollande si recherà alla grande Sinagoga di Parigi al termine della marcia che attraverserà la città. Lo ha reso noto l'Eliseo, secondo quanto riporta Le Figaro.

11.40 - MIGLIAIA DI PERSONE IN PIAZZA. A quattro ore dall'inizio ufficiale della marcia repubblicana di Parigi, migliaia di persone stanno convergendo verso Place de la République, nel cuore della capitale, da cui partirà la manifestazione. Secondo il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, al corteo sono attese «centinaia di migliaia di persone.
«Dobbiamo assolutamente difendere la nostra libertà d'espressione e la nostra democrazia», una signora, già scesa in piazza questa mattina, «profondamente colpita» dalle stragi di Parigi. Alla marcia, parteciperà anche il presidente, Francois Hollande - che questa mattina ha ricevuto all'Eliseo i rappresentanti della comunità ebraica - e sono attesi una cinquantina di leader internazionali, tra cui Mohammed Abbas, Benjamin Netanyahu, David Cameron, Angela Merkel, Mariano Rajoy, Donald Tusk, Matteo Renzi e dirigenti arabi e africani.

10.58 - POLIZIOTTI FRANCESI A BRUXELLES. Polizia francese schierata anche a Bruxelles da questa mattina, alle partenze dei treni veloci (Thalys) per Parigi della stazione di Midi. Gli uomini francesi lavorano assieme alla polizia locale belga per controllare i passeggeri dei treni in partenza per la capitale francese, la maggior parte dei quali diretti alla manifestazione di solidarietà che si terrà nel pomeriggio.

Col cuore oggi siamo tutti a Parigi. Senza un'Europa forte e riunita politicamente non c'è modo di fermare il contagio della guerra in corso

— Gad Lerner (@gadlernertweet) 11 Gennaio 2015

9.09 - PARITI NETANYAHU E LIEBERMAN. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman sono partiti per Parigi dove parteciperanno alla marcia di protesta indetta dalle autorità francesi dopo gli attentati a Charlie Hebdo e in un negozio kosher. Con loro viaggiano anche il leader del partito Focolare ebraico Naftali Bennett e l'ex leader del partito ortodosso Shas Ely Yishai.

8.36 - ABU MAZEN A PARIGI. Anche il presidente dell'Autorita' nazionale palestinese Abu Mazen sarà oggi a Parigi alla Marcia repubblicana. Lo conferma l'agenzia palestinese Wafa. Abu Mazen ieri ha anche parlato con il presidente Francois Hollande al quale ha assicurato il sostegno del popolo palestinese di fronte a «un attacco terroristico che non ha religione» e ha condannato «ogni attacco che colpisce cittadini innocenti, siano essi cristiani, ebrei o musulmani».

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