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VATICANO 11 Gennaio Gen 2015 2354 11 gennaio 2015

Il papa alle madri: «Allattate anche in chiesa»

Bergoglio battezza 33 bambini. E all'Angelus torna a invocare la cura dei poveri.

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Papa Francesco.

Trentatrè bambini battezzati dal papa nella Cappella Sistina. Papa Francesco ha voluto dare in prima persona il sacramento ai figli di alcuni dipendenti vaticani nella festa del Battesimo di Gesù, a chiusura del ciclo natalizio.
E il pontefice non si è lasciato sfuggire l'occasione: «Voi mamme date ai vostri figli il latte - anche adesso, se piangono per fame, allattateli, tranquille».
UN ATTO NATURALE. Nessuna formalità, per Bergoglio, nessuna ragione di opportunità che possa impedire un gesto così naturale: anche in una chiesa, anche in un luogo solenne come la magnificenza michelangiolesca della Sistina, non si può dire a una mamma di non allattare il proprio piccolo, se necessario.
Un'uscita, quella del papa, che fa giustizia, in un attimo, dei limiti imposti anche in luoghi pubblici: aveva fatto molto discutere, infatti, a dicembre, il caso della sala da tè di un hotel a cinque stelle del centro di Londra, il Claridge's, dove una mamma che allattava al seno la sua bambina di 12 settimane era stata costretta a coprirsi con un tovagliolo.
«NON ALLONTANATE I BAMBINI CHE PIANGONO». L'11 gennaio, comunque, nella Sistina, non si sono viste mamme che abbiano preso in parola il papa, se non con qualche biberon. D'altronde che cosa pensi dei piccoli in chiesa, il pontefice argentino lo aveva già chiarito nella sua visita alla parrocchia romana di San Giuseppe all'Aurelio, quasi un mese prima: «I bambini piangono, fanno rumore, vanno da una parte e dall'altra... e a me dà tanto fastidio quando in chiesa un bambino piange e la gente vuole che se ne vada fuori. No! È la migliore predica! il pianto di un bambino è la voce di Dio! Mai, mai cacciarli via dalla chiesa, davvero!», aveva detto incontrando le famiglie dei bambini battezzati nell'ultimo anno.
«RINGRAZIAMO IL SIGNORE PER IL DONO DEL LATTE». «Ringraziamo il Signore per il dono del latte», ha detto Francesco nell'omelia della messa, «e preghiamo per quelle mamme - sono tante, purtroppo - che non sono in condizione di dare da mangiare ai loro figli. Preghiamo e cerchiamo di aiutare queste mamme». Il papa faceva il parallelo tra «quello che fa il latte per il corpo» e quello che «la Parola di Dio fa per lo spirito», facendo «crescere la fede»: «Così voi, genitori, e anche voi, padrini e madrine, nonni, zii, aiuterete questi bambini a crescere bene se darete la Parola di Dio, il Vangelo di Gesù», ha raccomandato. «E anche darlo con l'esempio! Tutti i giorni prendete l'abitudine di leggere un brano del Vangelo, piccolino, e portate sempre con voi un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per poterlo leggere. E questo sarà l'esempio per i figli, vedere papà, mamma, i padrini, nonno, nonna, gli zii, leggere la Parola di Dio».
«NON SI PUÒ ESSERE CRISTIANI FUORI DALLA CHIESA». Bergoglio ha anche spiegato che «il battesimo ci inserisce nel corpo della Chiesa, nel popolo santo di Dio»: «Insegnate ai vostri figli che non si può essere cristiani fuori dalla Chiesa, non si può seguire Gesù Cristo senza la Chiesa, perché la Chiesa è madre, e ci fa crescere nell'amore a Gesù Cristo».
Un'altra delle cose che stavano a cuore al papa, ripetuta anche all'Angelus, era dire che «di solito preghiamo Gesù. Quando preghiamo il 'Padre Nostro' preghiamo il Padre. Ma lo Spirito Santo non lo preghiamo tanto», cosa che invece è «importante» fare.
Sempre all'Angelus, poi, prima di chiedere ai fedeli di pregare per il suo viaggio in Sri Lanka e Filippine, il suo secondo in Asia, che comincia il 12 gennaio (il 10 lui l'ha fatto recandosi nella basilica di Santa Maria Maggiore), Francesco ha esortato a «riconoscere Gesù nel volto dei nostri fratelli, in particolare nei poveri, nei malati, nei carcerati, nei profughi». Ha invitato i cristiani a «ritrovare coraggio apostolico necessario per superare facili accomodamenti mondani». Ha ricordato che «c'è tanto bisogno oggi di misericordia, ed è importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali».

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