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ALLARME 11 Gennaio Gen 2015 2036 11 gennaio 2015

Media Israele: «Vaticano prossimo obiettivo Isis»

La tivù di Stato di Tel Aviv: «I servizi segreti americani hanno avvertito la Santa Sede».

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Piazza San Pietro.

I servizi segreti americani hanno avvertito il Vaticano che la Santa Sede è il prossimo bersaglio negli obiettivi della lista dell'Isis. Lo ha riferito in apertura del telegiornale la tivù di Stato israeliana Canale 1, che non ha fornito altri dettagli.
Le informative sarebbero arrivate in Italia da Cia e Mossad. I servizi segreti nazionali hanno ribadito che il Vaticano è un «possibile obiettivo» dell'Isis ma al momento «non ci sono segnali concreti» che possano far pensare ad un attacco.
«Roma è nel mirino», era stato anche il titolo dalla Bild tedesca, che ha citato a sua volta informazioni ottenute dalla National security agency (Nsa) americana.
SICUREZZA RAFFORZATA. Già l'11 gennaio, a piazza San Pietro per l'Angelus di papa Francesco le misure di sicurezza sono state visibilmente rafforzate. «Cellule dormienti? Abbiamo in atto monitoraggio di aree e soggetti a rischio, ma non possiamo dirle cancellate. La nostra allerta è massima», ha assicurato da Parigi il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sottolineando che «non esiste in questo momento un Paese a rischio zero». E il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, ha avvertito: «Ignorare la minaccia di allarmi che può coinvolgere l'Italia sarebbe un errore».
Fonti dell'intelligence italiana hanno precisato che ai nostri servizi Mossad e Cia avrebbero inviato informative in cui si analizzano i possibili scenari, senza però indicare elementi concreti di rischio. «È possibile che qualcuno voglia alzare la posta», ha sottolineato una qualificata fonte d'intelligence, «ma allo stato non abbiamo elementi concreti per poter sostenere che vi siano rischi maggiori».
LA BILD CITA LA NSA. Il domenicale della Bild ha affermato di aver ottenuto informazioni raccolte dalla Nsa americana. «Commando terroristici costituiti da quattro unità sarebbero diretti in Europa, talvolta camuffati come rifugiati», e in alcune intercettazioni «è stato fatto anche il nome di Roma. Piani concreti tuttavia non sono noti».
Non è la prima volta che la Città Eterna e il Vaticano vengono tirati in ballo: a inizio settembre si rincorsero voci su una minaccia diretta contro papa Francesco, confermate anche dall'ambasciatore iracheno presso la Santa Sede Habeeb al Sadr. Padre Lombardi precisò successivamente che non c'era «alcun riscontro concreto».
Pochi giorni dopo, il 21 settembre, in un violento discorso contro gli alleati dell'America nella coalizione che bombarda Siria e Iraq, il portavoce dell'Isis, Abu Muhammad al Adnani, minacciava di «conquistare Roma e spezzare le croci con il permesso di Allah». E ancora, qualche settimana dopo l'audio di Adnani, è arrivata una nuova provocazione: ai primi di ottobre, la bandiera dell'Isis 'sventolava' su piazza San Pietro accanto alla scritta «Crociata fallita» nel fotomontaggio di copertina della rivista jihadista Daqib.
PER L'ISIS ROMA SIGNIFICA CRISTIANITÀ. Vale la pena di notare che nel suo articolo il domenicale della Bild è 'scivolato' sul falso video dell'Isis che ha fatto il giro del web italiano in questi giorni, e ha citato proprio quelle immagini, che includono il Colosseo come Fontana di Trevi ma anche la Torre di Pisa, a confermare la minaccia contro l'Italia.
Ma il video in questione non è affatto attribuibile allo Stato islamico, anzi è certamente stato fabbricato da qualche 'simpatizzante' o provocatore. Gli esperti concordano sul fatto che con «Roma» la propaganda jihadista si rivolge alla culla del cristianesimo, al cuore dei «crociati». E non dunque precisamente ad un luogo fisico.
Quel che è certo è che, dopo le stragi di Parigi, i jihadisti potrebbero colpire ancora, ovunque. La nuova minaccia è al centro del vertice straordinario sul terrorismo convocato dalla Casa Bianca, che ospiterà i leader mondiali il prossimo 18 febbraio.

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