Moda Anni Stile 150111173253
LA MODA CHE CAMBIA 11 Gennaio Gen 2015 1734 11 gennaio 2015

Torna il mito dei Settanta, depurato dal terrorismo di allora

Gli Anni di Piombo non li ricorda più nessuno. Resta solo il lato più 'cool'. E gli stilisti recuperano vecchie idee.

  • ...

Gli Anni 70 tornano di moda.

Che cosa resterà, nella moda, di questi anni Duemilaedieci che stiamo vivendo e senza parafrasare la canzoncina pop di Raf?
La domanda vi potrà sembrare quasi blasfema, e uso l’aggettivo non a caso, a quattro giorni dall’atroce attentato nella redazione di Charlie Hebdo. Eppure, per me e per tanti che negli anni Settanta sono cresciuti, questo ritorno sognante, glorioso e dimentico dei 'Cool Seventies' nella moda della prossima primavera, fotografata in questi giorni su tutti i quotidiani e le riviste quasi a inframmezzare la scia rossa del sangue che scorre dalla Francia, non porta con sé ricordi così cool, così fighi.
TRA I PINK FLOYD E LE BOMBE. Sì, i Settanta sono stati gli anni dei Pink Floyd e di Ziggy Stardust, di De Gregori e delle radio libere veramente. Ma sono stati anche una sequenza di esplosioni, di rapimenti, di stragi, di proteste come il mondo non aveva conosciuto mai. Dunque, la domanda è: quanto tempo impiega la nostra memoria collettiva ad agire selettivamente e a cancellare i ricordi sgraditi, conservando solo il bello, il puro, il divertente?
I designer di oggi, nati tutti negli Ottanta e dintorni a esclusione di Miuccia Prada e pochissimi altri, apparentemente hanno consultato solo gli archivi delle aziende per le quali lavorano o i mercatini vintage, prima di mettersi a disegnare le attuali collezioni, dimenticando o non badando ad alcun riferimento storico. Pura estetica.
SOLITE VECCHIE CITAZIONI SULLE STAMPE LIBERTY. Tranne poche eccezioni (una per tutte Phoebe Philo, designer di Celine, vero faro del pensiero moda di questi anni) pare proprio che non siano riusciti ad andare oltre alle citazioni sulle 'stampe Liberty' (che peraltro negli anni Settanta già si rifacevano agli anni Venti), sui giacchini in pelo di capra tibetana e sullo charme delle coriste dei Boney M. , teste afro escluse.
Abbiamo davvero raggiunto il massimo grado del citazionismo retro, tanto che molte 50enni, per inciso le uniche che avrebbero la disponibilità economica per acquistare quel che vedono in vetrina, si tengono alla larga da stili e tagli già portati negli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza, terrorizzate all’idea di sembrare, come dice un’amica «al secondo giro».

Anni mitici in senso negativo

Il Bloody Sunday ha sconvolto l'Irlanda del Nord il 30 gennaio 1972.

Il punto vero della questione, però, è un altro, ed è da una parte l’ostinato rifiuto dei nuovi designer di sperimentare, forse per il timore di sbagliare o di assumersi troppe responsabilità in anni di crisi economica diffusa; dall’altra la mitizzazione di anni che di mitico ebbero molto, ma molto in senso negativo.
DAL BLOODY SUNDAY AL LIBANO. Posso citarvi qualche episodio per rinfrescare la memoria? Il Bloody sunday di Derry nel 1972, quando i parà britannici aprirono il fuoco uccidendo 14 persone durante una manifestazione pacifica per i diritti umani. Nell’estate dello stesso anno, alle Olimpiadi di Monaco, l’uccisione di 11 atleti israeliani da parte di un commando di terroristi palestinesi (eh già, eravamo già all’islam non moderato, anche se allora le ragioni politiche erano preponderanti rispetto a quelle religiose). Nel 1973, guerra del Kippur e, a Milano, la bomba esplosa davanti alla questura, quattro morti e 45 feriti; 1974, piazza della Loggia a Brescia, otto morti e 102 feriti, e pochi mesi dopo l’esplosione della carrozza del treno Italicus, 12 morti e 40 feriti. Guerra in Libano nel 1975, primo grande scontro religioso del dopoguerra.
GLI ANNI FREDDI DELLA CRISI PETROLIFERA. Non vogliamo sentire oltre, vero? Furono anni freddi, e non nel senso di guerra fredda, ma di gelo vero, nelle case non riscaldate causa austerity e crisi petrolifera. Nelle strade attorno al Duomo di Milano, attraversate da scontri e cortei, il sabato pomeriggio si rischiava di prendere una sprangata in testa. A Londra andavano a fuoco le strade delle periferie negli scontri interrazziali e le proteste salariali infiammavano quelle del centro.
E allora, di che cosa stiamo parlando? Di quant’era bello David Bowie e della Dark Side of the Moon dei Pink Floyd? Sì, stiamo parlando di quello. Perché quello ci piaceva allora come ci piace adesso, ed è quanto vogliamo ricordare, continuando a proteggere la nostra memoria e la nostra capacità di rinnovarci. Peccato che, quando ci guarderemo indietro fra 20 anni, vedremo ancora la moda degli anni Settanta. Un segno nuovo, vorremmo vederlo davvero. Perfino nella moda.

Correlati

Potresti esserti perso