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PANICO 12 Gennaio Gen 2015 0930 12 gennaio 2015

Charlie Hebdo, Valls: «Caccia ai complici terroristi»

Governo pronto a stanare altre cellule. Sotto protezione 717 scuole ebraiche. Charlie, nuove vignette su Maometto. Ankara: Hayat passata in Siria.

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Il primo ministro della Francia, Manuel Valls.

La Francia dichiara guerra ai terroristi. E apre la caccia a nuove cellule che potrebbero ancora colpire.
«La ricerca continua», ha detto il primo ministro della Francia Manuel Valls, parlando degli attentati compiuti dai fratelli Kouachi nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e delle azioni di Amedy Coulibaly che hanno causato la morte di 17 persone e seminato il panico nel Paese per tre giorni.
CACCIA A UN COMPLICE. Secondo il capo del governo francese, che domenica 11 gennaio ha partecipato alla mega manifestazione di Parigi accanto a 40 leader del mondo tra cui il premier Matteo Renzi, «uno dei terroristi aveva certamente un complice», ha detto parlando ai microfoni di Rmc e a Bfm-Tv.
RESTARE IN GUARDIA. Valls ha ribadito tutto il suo «orgoglio di essere francese» provato durante la marcia contro il terrore, ma ha aggiunto: «Bisogna rimanere in guardia, perché sappiamo che le minacce sono sempre presenti».
Quindi il primo ministro d'Oltralpe ha detto di voler migliorare il sistema di intercettazioni telefoniche, che deve essere «più efficace».

PROTETTE LE SCUOLE EBRAICHE. Per prevenire nuovi possibili attacchi - il piano antiterrorismo Vigipirate resta attivato al suo massimo grado di allerta, soprattutto dopo s'è scoperto che Coulibaly avrebbe voluto sparare sui bambini di una scuola ebraica - il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha annunciato che le 717 scuole ebraiche di Francia sono protette da 4.700 poliziotti e gendarmi.
CONTROLLATI I SITI SENSIBILI. Inoltre, da martedì 13 gennaio 10 mila militari è previsto siano dispiegati per sorvegliare i siti sensibili in tutta la Francia. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa francese che ha parlato di forze che vanno ad aggiungersi ai «4.100 gendarmi e Crs già impegnati» nella lotta al terrorismo.
HAYAT IN SIRIA. A fare paura, tuttavia, è anche la giovane francese di origine algerina Hayat Boumedienne, vedova di uno dei terroristi islamici responsabili delle stragi che risulta ancora ricercata. La donna, come ha confermato Ankara, ha passato il confine tra la Turchia e la Siria l'8 gennaio, dopo essere arrivata a Istanbul da Madrid il 2 gennaio.
Un annuncio che ha scatenato le ire del ministero degli Esteri di Damasco, secondo cui l'ammissione di Ankara conferma che la Turchia è «un partner diretto» dei terroristi «nel versare il sangue di innocenti in Siria e in tutto il mondo».
IL CAV CONTRO L'ISIS. Intanto mentre negli Usa Hollywood s'è scherata al fianco dei francesi durante i Golden Globe 2015 al grido di «Je suis Charlie», in Italia la Digos ha potenziato la sicurezza nei siti sensibili (come il Ghetto di Roma) e l'ex premier Silvio Berlusconi ha bacchettato l'Occidente, che a suo dire avrebbe compiuto troppi errori nella lotta al terrorismo: l'ex Cavaliere ha quindi proposto un'azione di terra per fermare l'Isis.

Sarkozy, ora «armare i poliziotti municipali»

L'ex presidente Nicolas Sarkozy durante la marcia anti-terrorismo di Parigi: davanti a lui Hollande e Merkel.

In attesa di scovare altri appartenenti a cellule vicino ad al Qaeda, l'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, oggi leader dell'opposizione Ump ha parlato di «bella lezione di vita» commentando la marcia antiterrore di Parigi. Inoltre l'ex inquilino dell'Eliseo si è detto favorevole a una stretta sulla sicurezza. In particolare, ha precisato, s'è detto d'accordo «ad armare i poliziotti municipali».
FERMARE I FOREIGN FIGHTER. Inoltre, per Sarkozy è fondamentale che «se qualcuno parte per sei mesi per fare la jihad» è necessario «non farlo rientrare»: «Non si può aspettare il 2017 (data delle presidenziali, ndr) per prendere dei provvedimenti contro il terrorismo».
Quindi il leader dell'Ump ha aggiunto: «Credo che la Repubblica possa garantire l'integrazione». E, nel clima di unità nazionale invocato dall'Eliseo, ha detto che «François Hollande ha fatto quello che c'era da fare».
LE PEN CONTRO I POLITICI. Tuttavia, in Francia l'unica voce fuori da coro resta quella della leader del partito di estrema destra Front national Marine Le Pen che ha attaccato la «classe politica», colpevole a suo dire di «non essere all'altezza» e che «per anni ha governato aprendo le frontiere e tagliando i mezzi dei servizi di polizia».
POLEMICHE SUL FN. Parlando a i-Telé, la figlia di Jean-Marie che è stata esclusa dalla marcia di Parigi - il padre invece già sabato 10 gennaio ha preso le distanze dalla solidarietà a Charlie Hebdo - ha sostenuto che «il 63% dei francesi non ha capito perché l'Fn sia stato tenuto da parte».
CHIESTA LA PENA DI MORTE. Le Pen, che in questi giorni ha rilanciato la sua campagna per un referendum che ripristini la pena di morte, ha detto anche che «non si possono continuare ad avere relazioni privilegiate con il Qatar e l'Arabia Saudita».
Quindi ha precisato che «bisogna sradicare il fondamentalismo nel nostro paese, altrimenti produrrà metastasi sul territorio».

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