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PAURA 12 Gennaio Gen 2015 2147 12 gennaio 2015

Francia, altre minacce da al Qaeda

Nuovo avvertimento dei terroristi. Pronti a colpire ancora. E il governo dà la caccia a 6 complici di Coulibaly. La compagna in Turchia durante la strage.

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Il primo ministro della Francia, Manuel Valls.

L'incubo della Francia non è ancora finito. Se l'11 gennaio era stato il giorno della grande marcia, di un Paese raccolto per gridare all'unisono il suo no alla violenza, la nuova settimana è cominciata con la consapevolezza che la battaglia contro il terrorismo deve ancora essere combattuta.
Così, mentre il governo ha annunciato di dare la caccia ai complici dei fratelli Kouachi e di Amedy Coulibaly, al Qaeda ha lanciato una nuova minaccia a Parigi: «Finché i soldati occupano Paesi come Mali o Centrafrica e bombardano la nostra gente in Siria e in Iraq, e finché la sua stupida stampa continuerà a offendere il Profeta, la Francia s'esporrà al peggio».
Un avvertimento arrivato dal ramo dell'organizzazione operante nel Maghreb islamico (Aqmi), pubblicata da siti jihadisti e ripresa da alcuni media online francesi.
SEI TERRORISTI IN FUGA. Fonti della polizia hanno rivelato che fino a sei elementi della cellula terroristica islamica legata agli attacchi di Parigi sono tuttora in fuga. La polizia è alla ricerca nell'area di Parigi di una Mini Cooper intestata ad Hayat Boumediene, la vedova di Coulibaly, alla cui guida sarebbe stato avvistato uno dei complici.
NUOVA STRATEGIA DI SICUREZZA. A Parigi è l'ora degli interrogativi, delle polemiche, delle prese di distanza e del lancio di nuove strategie di sicurezza. Ma è ancora tempo di proteggersi nella Francia colpita al cuore, e il primo ministro Manuel Valls, che per anni ha fatto il ministro dell'Interno, l'ha spiegato di buon'ora ai suoi concittadini: «Il piano Vigipirate resterà in vigore al suo livello più alto», ha esordito Valls via radio, riferendosi al dispositivo normativo che innalza la protezione del territorio e dei cittadini in caso di rischio.
Restano le pattuglie davanti agli edifici pubblici, alle scuole e soprattutto ai giornali, che si continua a considerare nel mirino del terrore.
SCHIERAMENTO DI 10 MILA MILITARI. Il governo, lungi dallo smobilitare, è pronto a schierare 10 mila militari in più per proteggere «tutte le istituzioni che possono essere obiettivo di attacchi, in particolare le sinagoghe, le scuole confessionali ebraiche ma anche le moschee», dove sono saliti a 50 gli atti anti-islamici dopo l'attacco a Charlie Hebdo.
Un capitolo a parte per gli istituti di studio israelitici. Dopo il terrore, molti genitori hanno esitato a riportare i figli a lezione. La Federazione delle scuole ebraiche di Parigi ha spiegato che «la maggior parte degli istituti sono aperti, ma alcuni direttori hanno deciso di restare chiusi fin quando non avranno una protezione adeguata davanti al portone».
A questo ha già pensato Bernard Cazeneuve, ministro dell'Interno, che ha annunciato proprio davanti ai genitori di una di queste scuole come intenda proteggere tutti i 717 istituti ebraici del Paese con poliziotti e gendarmi adibiti a questa specifica missione.

Gli inquirenti sulle tracce di Coulibaly

Un poliziotto davanti alla sinagoga di Parigi.

Cazeneuve ha parlato davanti alla scuola di Montrouge, banlieue di Parigi dove Amedy Coulibaly, uno dei tre terroristi uccisi, ha assassinato una poliziotta che si trovava in strada per controlli, Clarissa Jean-Philippe, 26 anni, ancora in tirocinio. Proprio Coulibaly, i suoi contatti, la sua compagna Hayat Boumeddiene sparita in Siria nei giorni in cui lui passava all'azione a Parigi, i suoi movimenti precedenti gli attacchi terroristici, vengono passati al setaccio dagli inquirenti.
Boumeddiene, ha fatto sapere ufficialmente la Turchia, ha soggiornato a Istanbul dal 2 all'8 gennaio per poi partire diretta in Siria. Ma come agiva Hayat al fianco di Coulibaly? Da complice o da semplice compagna?
Secondo fonti della polizia parigina, fino a sei elementi della cellula terroristica islamica legata agli attacchi sono tuttora in fuga.
UN UOMO FERITO VICINO A CASA COULIBALY. Le indagini si sono concentrate sull'uomo di 32 anni gravemente ferito da alcuni spari mentre faceva jogging a Fontenay-aux-Roses, proprio dove abitava la coppia Coulibaly-Boumeddiene. I bossoli ritrovati sarebbero gli stessi del sequestro nel supermercato kosher di Vincennes, ma il ferito, prima di cadere in coma, avrebbe descritto l'aggressore come «un bianco».
Coulibaly è inoltre sospettato di aver fatto esplodere un'autobomba a Villejuif, nei dintorni di Parigi, come dice lui stesso nel video «postumo» comparso e poi fatto sparire dal web. Nel quale, fra l'altro, appare in modo sfocato un'altra persona.
VALLS SICURO: C'È ALMENO UN QUARTO UOMO. In ogni caso, sarebbe proprio l'esistenza di questo video ad aver convinto gli inquirenti dell'esistenza di almeno un «quarto uomo», «complice» del quale ha parlato Valls come di una certezza. Sarebbe questa persona, ovviamente, ad aver montato e diffuso il video in rete, dopo la morte di Coulibaly, «neutralizzato» nell'assalto dei reparti speciali la sera di venerdì 9 gennaio al supermercato kosher.
A Gentilly, altra località poco lontana da Montrouge, la polizia ha intanto trovato un nascondiglio di Coulibaly. Da questo rifugio si attendono risposte, così come dallo studio dell'inquietante video: «I fratelli del gruppo si sono occupati di Charlie Hebdo», dice l'uomo che potrebbe essere Coulibaly, «io sono andato anche un po' contro la polizia. Perché tutto avesse più impatto».

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