Sentenza Stefano Cucchi 130605182342
CASO 12 Gennaio Gen 2015 1309 12 gennaio 2015

Morte Stefano Cucchi, atti al pm per nuove indagini

I giudici d'Appello: «Il ragazzo fu picchiato, ma non si conoscono le cause del decesso».

 

 

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Stefano Cucchi è morto il 22 ottobre 2009: aveva 31 anni.

Atti al pm per nuove indagini sulla morte di Stefano Cucchi.
Lo hanno scritto i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Roma nella motivazione della sentenza, con la quale il 31 ottobre sono stati assolti tutti gli imputati.
«LESIONI DA PERCOSSE». Per i giudici d'appello non ci sono dubbi che Stefano Cucchi - arrestato nell'ottobre 2009 e morto una settimana dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma - fu picchiato, ma hanno sottolineato che non si conoscono le cause della morte. Per i giudici, presieduti da Mario Lucio D'Andria con Agatella Giuffrida, «le lesioni subite dal Cucchi debbono essere necessariamente collegate a un'azione di percosse; e comunque da un'azione volontaria, anche una spinta, che abbia provocato la caduta a terra, con impatto sia del coccige che della testa contro una parete o contro il pavimento».
LO SCETTICISMO DI ILARIA CUCCHI. Ilaria Cucchi,sorella di Stefano, non crede però che la procura di Roma intenda davvero andare fino in fondo: «Me lo dice la mia esperienza di questi cinque anni». Anche se ha accolto come «un fatto importante e nuovo» le motivazioni della sentenza d'appello, con cui i giudici hanno esortato una nuova inchiesta: «Non era stato fatto dalla Corte di assise di primo grado», ha osservato. «Ho come la sensazione che comunque, con questo fascicolo, si faranno indagini per dimostrare che i due pm del primo processo hanno fatto tutto benissimo. Ciò a dispetto dell'evidenza dei fatti sotto gli occhi di tutti. Meglio se a raggiungere questo risultato potrà essere un valente magistrato antimafia. Magari sotto scorta. Allora nessuno potrà dire nulla», ha scrtitto Ilaria su Facebook
GIOVANNI CUCCHI: «GRANDE VITTORIA». Di tenore decisamente diverso i commenti del padre di Stefano, Giovanni Cucchi, che ha definito una «grande vittoria» il rinvio degli atti ai pm e la possibilità di ripartire da zero. Giovanni Cucchi ha detto di essere addirittura «al settimo cielo»: «Il rinvio degli atti alla procura è una grossa vittoria per noi, perché vengono riconosciute le nostre istanze. Questo ci solleva», ha concluso.

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