REAZIONE 13 Gennaio Gen 2015 1530 13 gennaio 2015

Charlie Hebdo, Luz: «Nostro Maometto è simpatico»

Il vignettista commosso per il nuovo numero: «Ho pianto mentre disegnavo». Foto.

  • ...

Commozione alla presentazione del nuovo numero di Charlie Hebdo nella redazione di Liberation (guarda le foto).
Il vignettista Luz, autore della copertina con Maometto in edicola dopo l'attacco terroristico, ha detto che «il nostro Maometto è simpatico. È il mio personaggio, esiste nella mia matita, esiste quando lo disegno».
Ad un certo momento Luz è scoppiato in lacrime spiegando di aver «disegnato un Maometto che piange». «Ho scritto 'tutto è perdonato'», ha raccontato, «poi ho finito di disegnare e ho pianto anch'io».
«NON È LA COPERTINA CHE VOLEVANO I TERRORISTI». Nella sede parigina di Libération - che offre rifugio a ciò che resta della redazione del settimanale satirico - Luz, uno dei pochi superstiti al massacro dei fondamentalisti islamici, si è rivolto a una ressa di giornalisti di tutto il mondo. Barba, giubbotto di pelle, occhiali da vista, il vignettista dal volto stanco e sconvolto parla della copertina di mercoledì 14 gennaio: «Non è quella che i terroristi volevano facessimo, è la nostra prima pagina, quella che noi volevamo fare».
Anticipata ieri da Libé, la copertina con il Maometto in lacrime di Charlie Hebdo e la scritta «Je suis Charlie - Tout est pardonné» ha già fatto il giro del mondo su media e social network, incendiando gli spiriti nel mondo arabo.
DISEGNO RIFERITO ALLA COPERTINA DEL 2011 CHE PORTÒ ALL'INCENDIO DELLA REDAZIONE. Il disegno di Luz si riferisce a un'altra copertina del 2011, quella che suscitò il primo dramma di Charlie Hebdo, l'incendio della redazione, «anche se quella volta non ci furono morti», ha ricordato il vignettista, spiegando che l'intento della nuova copertina è «dimostrare che siamo liberi di fare e rifare ciò che vogliamo, usando i nostri personaggi come vogliamo».
«Maometto», ha osservato Luz, esprimendosi al fianco del direttore Gérard Biard e di Patrick Pelloux, «è diventato, suo malgrado, un personaggio d'attualità, visto che c'è gente che si esprime in suo nome. È una copertina che rivolge alle persone intelligenti, molto più numerose di quanto si creda, atei, cattolici, musulmani...».
VIGNETTA CONCEPITA DA LUZ. «Vi racconto come sono andate le cose: il primo giorno per noi è stato molto complicato; anche il secondo giorno, ma dovevamo cominciare a farci delle domande e a fare il giornale. E farlo con disegni e vignette intelligenti significa provare a uscire dall'emozione», ha raccontato Luz, che aveva a fianco Herard Briard e Patrick Pelloux.
Quanto alla vignetta poi scelta come copertina del nuovo numero, ha detto di «averla concepita dopo avere convocato nella sua testa tutti i talenti del giornale».
CHARLIE TRADOTTO IN 5 LINGUE. L'ultimo numero di Charlie Hebdo, in edicola per due settimane, è tradotto in almeno cinque lingue, incluso l'arabo. E dopo? «Continueremo a fare il giornale, anche se non sappiamo con quali mezzi», ha promesso Luz, dimenticando la valanga di finanziamenti - che oggi ha superato il milione di euro - giunti a Charlie. Poi il ringraziamento a quella marea di persone che ha detto di «essere Charlie» («Spero lo resteranno») e alle migliaia di nuovi abbonati. Come Arnold Schwarzenegger, «che da solo vale dieci abbonamenti», o George Clooney, «così avremo il suo indirizzo», ha ironizzato Luz, prima di cedere nuovamente alle lacrime per chi in quella redazione non c'è più.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso