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TENSIONE 13 Gennaio Gen 2015 0920 13 gennaio 2015

I servizi segreti: «Italia nel mirino dei terroristi»

Secondo gli 007 il Paese è in prima linea. Ma non ci sono obiettivi concreti.

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Piazza San Pietro, cuore del Vaticano.

L'attacco di Parigi è stato visto come un successo da parte dello Stato islamico, ma i fedelissimi del califfo Al Baghdadi non navigano in buone acque.
In particolare, le difficoltà sono economiche. Perché il calo del prezzo del petrolio, e la politica dei Paesi dell'Opec di far scendere il listino, ha messo i ginocchio le esportazioni di contrabbando dell'Is.
Casse vuote, quindi, ma piani per tornare alla ribalta mediatica. E l'allarme riguarda anche l'Italia, perché il nostro Paese è apparso nei video di minaccia pubblicati nell'autunno del 2014, dove gli islamisti minacciano la conquista di Roma.
NESSUNA MINACCIA CONCRETA. Al momento, secondo quanto riportato da Repubblica, non ci sarebbero minacce concrete per l'Italia, ma i pericoli rimangono. Perché ci sono segnali di sostegno alla propaganda jihadista su internet, da parte degli immigrati di seconda generazione.
Proprio loro sono i più a rischio, in particolare i più giovani - principalmente di provenienza nordafricana o balcanica - che vengono incitati all'odio via internet.
JIHADISTI TRA GLI ADOLESCENTI. Un nuovo fenomeno in Italia riguarda anche i foreign-fighters. L'ultimo caso è arrivato dalla Lombardia, cona la 27enne Maria Giulia Sergio, partita per la Siria. Sono 15 le persone nate in Italia e partite per la guerra, una percentuale ancora minima (0,7%), sui 2 mila combattenti che hanno lasciato l'Europa per andare in Siria.
E delle 53 persone complessive che hanno lasciato l'Italia per unirsi ai fondamentalisti, nessuno ha ancora fatto ritorno. Eccezion fatta per un cittadino kosovaro, per il quale un parente avrebbe pagato un 'riscatto' all'organizzazione di reclutatori per farlo tornare a casa, in provincia di Bolzano.

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