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ESEQUIE 15 Gennaio Gen 2015 1600 15 gennaio 2015

Charlie Hebdo, a Parigi i funerali dei vignettisti

Folla saluta Wolinski e Tignous. Hollande: «Musulmani prime vittime fanatismo».

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Una donna disegna una vignetta sulla bara di Bernard Verlhac, il disegnatore Tignous di Charlie Hebdo.

Otto giorni dopo l'attacco che ha decimato la sua redazione, Charlie Hebdo, ancora richiestissimo nelle edicole francesi, ha sepolto i suoi vignettisti Wolinski e Tignous, figure di punta del settimanale satirico, e tre altre vittime.
Nella mattina di giovedì 15 gennaio centinaia di persone hanno partecipato ai funerali di Tignous (fiori e fumetti, disegnati sul legno della bara) al municipio di Montreuil e reso omaggio alle altre 16 persone che hanno perso la vita negli attentati che hanno avuto luogo nella capitale francese.
Sulle note di una colonna sonora di musica jazzaltra un'altra folla ha preso parte alle esequie di Wolinski, iniziate con quasi un'ora di ritardo al crematorio del cimitero di Père-Lachaise. Tra i presenti, la ministra della Cultura Fleur Pellerin, la giornalista ed ex collaboratrice del settimanale Caroline Fourest.
Nelle stesse ore sono previsti anche i funerali del poliziotto Franck Brinsolaro, della psichiatra Elsa Cayat, dell'economista e giornalista Bernard Maris.
UNO DEI FONDATORI SI DISSOCIA DA CHARLIE. Delfeil de Ton, 80 anni, uno dei fondatori del giornale satirico francese (dal 1975 a Le Nouvel Observateur) si è intanto dissociato dalla linea assunta da Charlie Hebdo.
«Ce l'ho veramente con te, Charb», sono le sei parole con le quali l'ex vignettista ha espresso tutto il suo dissenso nei confronti della provocazione ad ogni costo che fa parte del bagaglio del periodico satirico. «Che bisogno c'era di questa escalation a tutti i costi?», si è chiesto Delfeil de Ton prendendosela con il suo amico Charb: era un «ragazzo brillante», ha ammesso, ma «un testardo» che ha portato alla morte la sua redazione.
De Ton ricorda quando Charb decise, nel novembre 2011, di dar vita al famoso numero del giornale ribattezzato per l'occasione Charia Hebdo: «Che bisogno c'era di trascinare tutti in questa escalation?». Poco dopo quella pubblicazione, i locali della redazione furono incendiati. Delfeil de Ton ha ricordato che Wolinski, il vignettista di Charlie Hebdo più celebre, anche lui assassinato dai fratelli Kouachi, riteneva questa provocazione contro i musulmani un'idiozia, e disse: «Credo che siamo degli incoscienti e degli imbecilli che corriamo un rischio inutile. Tutto qui. Ci si crede invulnerabili. Per anni, decine di anni, si fa provocazione e poi un giorno la provocazione si ritorce contro di noi. Non bisognava farlo». Wolinski è morto, e Delfeil de Ton ha aggiunto: «Non bisognava farlo, ma Charb l'ha fatto ancora l'anno dopo, nel settembre 2012».
HOLLANDE: «MUSULMANI PRIME VITTIME DEL FANATISMO». Il presidente francese François Hollande, in un discorso all'Istituto del mondo arabo di Parigi, ha sottolineato che «il fondamentalismo islamico si nutre di tutte le contraddizioni, delle povertà, dei conflitti non risolti da troppo tempo, e sono i musulmani ad esserne le prime vittime». Per questo, ha invitato di nuovo a «evitare le confusioni» tra estremisti violenti e musulmani moderati e a rimanere uniti. «Gli atti contro i musulmani, così come l'antisemitismo», ha proseguito Hollande, «devono essere non solo denunciati, ma puniti con severità». E ha ribadito che la Francia si impegna a «difendere tutti i suoi cittadini» indipendentemente dalla religione.

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