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INTERVISTA 15 Gennaio Gen 2015 1522 15 gennaio 2015

Islam, Luotto: «Io nel mirino degli integralisti»

Per il personaggio dell'arabo Harmand fu picchiato dagli integralisti. Così lasciò Quelli della notte. Ora Luotto avverte: «Quelli non scherzano».

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Per uno sketch in cui recitava un rap in un grammelot arabo con tanto di turbante è stato minacciato e malmenato per strada. E si è ritrovato con una taglia da 1 milione di dollari sulla testa.
Andy Luotto, ricordando quel momento, ride al telefono. Ma non troppo. Perché non se la sente di scherzare sulla fatwa che nel 1985 gli lanciarono gli integralisti islamici. Fatwa che lo costrinse a lasciare Quelli della notte, il programma condotto da Renzo Arbore entrato nella storia della televisione.


Allora nessuno mise in piedi una gara di solidarietà alla «Je suis Andy». E il personaggio di Harmand fu semplicemente messo in soffitta. «I dirigenti Rai mi chiesero di restare ancora per qualche puntata», racconta il comico a Lettera43.it, «ma io non ci ho pensato due volte. Me ne sono andato subito».
«Luotto», recitava il comunicato di viale Mazzini, «interrompe con rincrescimento la sua partecipazione alla trasmissione nel ruolo di Harmand, perché continuano a sussistere equivoci sul suo personaggio, nonostante il tono leggero di Quelli della notte e l'assoluta intenzione di non offendere il mondo arabo».

Andy Luotto.

DOMANDA. Lei è stato il primo comico italiano a essere vittima di una fatwa. Cosa ha pensato davanti alla strage a Charlie Hebdo?
RISPOSTA. Che questi non scherzano. Entrano in casa e ti ammazzano.
D. Non ha pensato di reagire continuando a impersonare Harmand?
R. Stiamo scherzando? Si fa presto a parlare. Vorrei vedere se vi picchiassero per strada come è successo a me. O se minacciassero la vostra famiglia. Per sei mesi sono stato sotto scorta della Digos. Finché non ti picchiano e non sei nel mirino, non capisci di cosa sono capaci.
D. Lei oltretutto non faceva satira.
R. No, la satira non mi piace. Facevo il cretino. Io sono comico, sono un buffone. E pensare che nelle mie battute c'erano parole veramente in arabo. Me le avevano insegnate alcuni amici musulmani.
D. Quindi i suoi sketch piacevano anche ai musulmani.
R. Certo. Chi minaccia, chi uccide è un integralista. I musulmani non sono tutti così. È possibile che se torna fuori questa storia ricominciano daccapo con le minacce.
D. E quindi?
R. Quindi mi sono fatto musulmano (ride). Praticante. Ogni venerdì vado in chiesa...
D. Vorrà dire in moschea...
R. Sì, in moschea. Li amo profondamente, i musulmani (ride).
D. Qualche altra possibilità, a parte la conversione?
R. Ho pensato di scappare in Costa Rica a fare il grattacheccaro.
D. A parte gli scherzi...
R. No, non c'è chance. Questi arrivano e se vogliono di sparano, ti ammazzano. Uccidendo nel nome di un dio. L'opposto del cristianesimo. E poi va considerata un'altra cosa.
D. Cosa?
R. Che per loro tutto è sacro. Il turbante, la lingua, i vestiti.
D. Quindi non c'è via d'uscita.
R. No, in ogni caso, qualsiasi cosa tu dica o faccia sei accusato di blasfemia.

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