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BILANCIO 15 Gennaio Gen 2015 1607 15 gennaio 2015

Norman Atlantic, la procura: «Sono 18 i dispersi»

Secondo la nuova stima si tratta di 16 passeggeri e due clandestini. A Napoli i funerali di due vittime.

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Le due bare, una accanto all'altra, portate in spalla dai colleghi della Eurofish all'uscita della Basilica del Carmine a Napoli.

Sono 18 i dispersi nel naufragio del traghetto Norman Atlantic, verificatosi il 28 dicembre scorso al largo dell'Albania. Si tratta di 16 passeggeri e due clandestini: è la nuova stima fornita dalla procura di Bari che inizialmente parlava di 10-15 dispersi. Le vittime del naufragio finora accertate sono nove.
DUE ITALIANI. Fra i 16 passeggeri ritenuti dispersi ci sono i due autotrasportatori italiani, Carmine Balzano, napoletano, e Giuseppe Mancuso, messinese, la mamma della vittima 15enne, Racha Charif, residente in Germania, il fidanzato della vittima turca Havise Savas, e altri dodici fra turchi e greci. Dalla Siria, inoltre, gli investigatori baresi hanno ricevuto segnalazioni da parte delle famiglie di altre due persone che si sarebbero imbarcate, da clandestini, sulla motonave partita il 27 dicembre dalla Grecia.
IN SALVO 477 PERSONE. A bordo della traghetto, quindi, c'erano più delle 499 persone inizialmente stimate sulla base delle liste passeggeri consegnate alle autorità italiane (478 più 18 overbooking e altri tre clandestini), di cui 477 tratte in salvo e nove decedute.
FUNERALI A NAPOLI. Intanto dono state celebrate insieme a Napoli il 15 gennaio le esequie di Michele Liccardo di 32 anni e Giovanni Rinaldi di 34, tra le vittime del Norman Atlantic. Insieme con le famiglie dei due autotrasportatori, i colleghi della ditta per la quale lavoravano, la Eurofish, tutti con il giubbotto da lavoro. I due erano a bordo del traghetto per lavoro, perché trasportavano pesce sui loro mezzi.
IL VESCOVO: «VITTIME DEL LAVORO». «Sono vittime del lavoro», ha detto il vescovo ausiliare di Napoli, Lucio Lemmo, durante l'omelia, «Michele e Giovanni hanno perso la vita risucchiati dalla violenza del mare, dopo essere scampati alla violenza dell'incendio che ha distrutto anche i loro mezzi di lavoro». In chiesa, durante le esequie, è stato esposto il gonfalone della provincia di Napoli, listato a lutto e, nel pomeriggio, sono previsti i funerali nei loro paesi. Le autopsie condotte sulle salme dei due autotrasportatori napoletani hanno evidenziato la morte per annegamento dopo assideramento in seguito all'impatto con l'acqua gelida di quella notte.

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