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DOPO IL RILASCIO 16 Gennaio Gen 2015 1810 16 gennaio 2015

Greta e Vanessa ai pm: «Nessuna violenza»

Le due giovani sono tornate in Italia. Gentiloni: «Riscatto? Solo illazioni».

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Roma: Paolo Gentiloni, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo all'aeroporto di Ciampino (16 gennaio 2015).

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti italiane liberate il 15 gennaio, non hanno subito violenze durante la loro prigionia in Siria.
Lo hanno rivelato le stesse giovani ai pm dopo essere tornate in Italia. Le ragazze sono state sentite dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Sergio Colaiocco e Francesco Scavo. Gli inquirenti procedono per sequestro di persona con finalità di terrorismo.
TENUTE IN PIÙ PRIGIONI. Secondo quanto si è appreso, Greta e Vanessa avrebbero detto ai pm di essere state tenute in varie prigioni nella zona a nord della Siria e di non avere subito violenze, né di essere state minacciate di morte. Le due giovani hanno anche sottolineato che i loro carcerieri erano sempre a volto coperto. I verbali delle due audizioni sono stati secretati.
POLEMICA SUL RISCATTO. Le due cooperanti hanno spiegato di non sapere nulla di un eventuale riscatto pagato per la loro liberazione. A riguardo, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha respinto le critiche sulla presunta spesa di 12 milioni di dollari per il rilascio delle giovani: «Siamo contrari al pagamento di riscatti, sono solo illazioni», ha tagliato corto riferendo alla Camera.
Ma la polemica politica è montata comunque. Per Lega e Cinquestelle, il ministro non ha in realtà risposto sul riscatto. E i partiti di destra hanno sostenuto che occorre porre un freno a chi si mette in situazioni di pericolo.

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