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VIOLENZA 16 Gennaio Gen 2015 2339 16 gennaio 2015

Milano, romeno ucciso per una carezza al cane

Un 22enne confessa l'aggessione a oltre tre mesi dai fatti. Gli amici lo avevano coperto.

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Un'auto dei carabinieri.

Per molti mesi hanno mantenuto il segreto, ripetendo ai carabinieri una versione studiata a tavolino per evitare al loro amico la galera. Ma alla fine gli investigatori hanno trovato l'anello debole della compagnia formata da tre ragazzi e tre ragazze e hanno scoperto l'assassino di Ioan Popa, un romeno di 52 anni trovato in fin di vita il 15 ottobre scorso all'esterno di un pub a Cusano Milanino (Milano).
LASCIATO SULL'ASFALTO. L'uomo era stato picchiato selvaggiamente e abbandonato sull'asfalto ancora vivo. Passarono altre 10 ore dopo il trasporto in ospedale prima che morisse. A ucciderlo sarebbe stato Rocco Rendina, un 22enne di Milano senza precedenti, che lo ha aggredito a calci e pugni dopo una breve discussione iniziata perché la vittima ha accarezzato il suo amato dogo argentino.
INCONTRO DOPO LA CHIUSURA. Erano le 2 del 15 ottobre. I sette amici erano all'esterno del Blue Ship, un pub in via Ferrari. Tutti ragazzi tra i 18 e i 22 anni, incensurati e per lo più originari di Milano. Avevano trascorso la serata nel locale di Cusano e stavano per salutarsi dopo la chiusura. Alle 2.05 il proprietario aveva abbassato la saracinesca, li aveva salutati (erano clienti noti) ed era andato via. Pochi secondi dopo era arrivato Popa, che forse aveva bevuto un po' troppo, non abbastanza da essere molesto, ma a sufficienza per attaccar bottone con un gruppo di sconosciuti.
AGGREDITO A CALCI E PUGNI. Avrebbe raccontato di essere un esperto di dogo e di sapere bene come trattarli perché suo zio aveva un allevamento in Romania, quando però ha provato ad accarezzare l'animale, Rendina lo ha aggredito colpendolo duramente a calci e pugni (secondo l'autopsia anche con un corpo contundente) fino a lasciarlo esanime. I suoi amici non hanno mosso un dito, hanno osservato impietriti senza provare a fermarlo. Quando è stato chiaro a tutti che la situazione era pericolosa hanno deciso di spostarsi a Cormano (Milano) per elaborare un piano. «All'appuntamento Rendina ha vomitato a causa della tensione» - raccontano i carabinieri di Sesto San Giovanni che hanno risolto il caso. «Gli altri hanno stabilito che qualunque cosa fosse accaduta avrebbero dovuto dire che lui non era con loro».
TROVATO DAL PROPRIETARIO. Mentre la comitiva organizzava il piano, attorno alle 2.40 il proprietario del locale è tornato al pub per recuperare una bottiglia di alcol che avrebbe voluto bere con gli amici e ha trovato il romeno privo di sensi. Il trasporto all'ospedale Niguarda è stato inutile, troppo violento il pestaggio. Le indagini si sono subito concentrate su un paio di ragazzi presenti quella sera all'esterno del locale, conosciuti solo di vista dal titolare. I carabinieri hanno ricostruito il gruppo senza arrivare a Rendina, li hanno convocati per ascoltarli e i sei hanno risposto alle domande senza esitazione, fornendo gli stessi dettagli con precisione. Troppa precisione secondo i militari, che con una serie di interrogatori incrociati hanno infine trovato una falla nel racconto di una ragazza che li ha condotti al 22enne. Lui non è stato altrettanto ostinato nel negare, ha ammesso subito.

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