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ESTERI 16 Gennaio Gen 2015 1945 16 gennaio 2015

Russia, per Navalny interrogatori e perquisizioni

Il blogger di Mosca di nuovo nel mirino della giustizia: l'Omon fa irruzione nella sua fondazione con 30 agenti.

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Alexei Navalny con il fratello Oleg.

Torna nel mirino della giustizia russa Alexei Navalny, 38 anni, il più tenace e agguerrito oppositore di Vladimir Putin.
Dopo le condanne e vari fermi per le proteste di piazza, arresti domiciliari per quasi un anno, il popolare blogger è stato portato coattivamente da una dozzina di agenti al comitato investigativo.
PERQUISIZIONE DA FILM. Nel frattempo la sede della sua fondazione contro la corruzione veniva perquisita da una trentina di agenti armati di mitra col volto coperto da passamontagna, i famigerati Omon.
Era stato convocato come testimone col pretesto di una indagine contro due suoi collaboratori accusati di aver rubato il quadro di un pittore di strada poi regalatogli per il compleanno.
Ma poi gli investigatori hanno cominciato a fargli domande sulla fondazione anti corruzione, che pare il vero bersaglio della nuova offensiva giudiziaria.
DENUNCIA SU SENATORE. Navalny si è adoperato per svelare su internet, con documenti alla mano, le ruberie e gli abusi del potere.
L'ultima denuncia è stata l'attribuzione al senatore della Kamciatka Valeri Ponomariov di una lussuosa villa da 15 milioni di sterline in Spagna, senza averla dichiarata al fisco.
Inizialmente il tabloid britannico Daily Mail aveva scritto che apparteneva a Putin, cosa smentita dal Cremlino.
In precedenza erano stati messi alla berlina alcuni dei principali alleati del presidente. Navalny si è comunque rifiutato di rispondere alle domande sulla sua fondazione.
«Ho l'impressione che le autorità vogliano aprire una nuova inchiesta nei miei confronti, in tal modo potranno formalizzare nuovi arresti domiciliari», ha detto poi a Radio Eco di Mosca.
L'oppositore ritiene illegittimi i domiciliari dopo la sospensione condizionale della seconda condanna e per ora la polizia si è limitata a seguire i suoi movimenti o a bloccarlo quando esce di casa.
NUOVA INCHIESTA. La nuova inchiesta, ha spiegato invece il comitato investigativo, nasce da una denuncia del deputato liberaldemocratico Mikhail Degtiariov, secondo il quale la fondazione di Navalni avrebbe speso il 60% delle sue donazioni per pagare l'affitto e i collaboratori.
Sul blogger, tra l'altro, pende anche un'altra inchiesta, per la presunta appropriazione nel 2007 di 100 milioni di rubli (1,3 milioni di euro) ai danni del partito dell'Unione delle forze di destra, di cui doveva curare la campagna pubblicitaria.

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