Sensibili 150108200507
ALLARME 16 Gennaio Gen 2015 1800 16 gennaio 2015

Terrorismo, in Italia attivi 100 jihadisti su social e blog

Intelligence focalizzata su una lista di persone residenti al Centro Nord. L'Isis li monitora sul web.

  • ...

In primo piano un gruppo di terroristi. Sullo sfondo la basilica di San Pietro.

Ancora allerta sul pericolo terrorismo in Italia.
Secondo un'inchiesta resa nota dall'Ansa ci sono un centinaio di jihadisti che vivono regolarmente in Italia e puntano ad accreditarsi di fronte ad al Qaeda e Isis aprendo blog e gruppi social.
E intanto il Califfato li monitora per arruolare non solo soldati, ma anche esperti laureati.
LISTA DI CENTO NOMI. Ma nel nostro Paese l'identikit jihadista ha tanti nomi e poche certezze.
L'intelligence è focalizzata su una lista di cento nomi, in maggioranza maghrebini di seconda generazione già inseriti nel contesto italiano, residenti soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Veneto e Lazio.
Di questi, una decina sono donne.
CONTATTI CON ESPONENTI EUROPEI. Si tratta di persone abbastanza conosciute negli ambienti investigativi, favorevoli alla guerra santa.
Grazie a blog personali hanno stabilito contatti con altri utenti europei di spicco dell'estremismo islamico, come i curatori di '4Sharia' in varie nazioni o i frequentatori di 'Ansar al-Mujahideen English'.
L'unico legame sono le convinzioni più estreme del salafismo, collante per potenziali terroristi, differenti dai più avanzati jihadisti di Londra, Parigi, Belgio o Germania.
SI CERCANO PERSONE ISTRUITE. Come succedeva già nel Medio Oriente, le giovani leve vengono monitorate dai talent scout del terrore.
Lo Stato Islamico cerca nella rete anche studenti universitari, ingegneri e medici con tendenze estremiste, cominciando a dialogare con loro.
Il pericolo è concreto: sono centinaia gli utenti che dall'Italia accedono ai forum Shumukh, Ansar al-Mujahideen, al-Qimmah e Ansaral-Mujahideen.
In Italia esistono 'facilitatori' che hanno legami con i gruppi terroristici e possono agevolare le rotte verso altri Paesi e gli scambi di informazioni.
ALLARME DA SERVIZI TUNISINI. Un allarme è stato lanciato, secondo alcune fonti, dai servizi segreti tunisini che descrivono il paese come un buco nero dal quale è possibile imbarcarsi verso la Turchia per la Siria ed altre zone di guerra e fare ritorno, passando inosservati.
A questo si aggiungono i particolari legami degli estremisti con il gruppo tunisino di Ansar al-Sharia, gruppo salafita con tendenze jihadiste che dopo la caduta di Ben Ali ha acquisito un grosso seguito.
Tutto risale a inizio Duemila, quando alcuni tunisini furono arrestati e poi espulsi verso le carceri tunisine all'epoca di Ben Ali.
PORTA DEI BALCANI. Una porta alternativa, già da diversi anni, sono anche i Balcani, l'Albania e il Kosovo.
In tutto questo traffico gli ambienti di alcune moschee sembrano aver perso la loro peculiarità ormai da tempo.
Restano comunque situazioni delicate come quella di viale Jenner a Milano o di Ostia, sul litorale romano, con una forte presenza di egiziani e di Fratelli mussulmani reduci della primavera araba, che non professano la jihad ma che a Roma possono rappresentare la frangia più estrema dell'Islam.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso