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L'ABBRACCIO 17 Gennaio Gen 2015 1617 17 gennaio 2015

Greta e Vanessa, il ritorno a Gavirate e Verdello

Salvatore Marzullo: «Nulla da farsi perdonare». L'amica chiede scusa.

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Dopo l'interrogatorio davanti ai pm romani, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, le due cooperanti rapite in Siria e rilasciate il 16 gennaio, sono tornate a casa. A Verdello, nella Bergamasca, la prima e a Gavirate, in provincia di Varese la seconda.
Vanessa è arrivata a bordo di un'auto ed è entrata in casa protetta dai suoi familiari che hanno chiesto alla stampa di lasciare in pace la ragazza. Non ha rilasiato alcuna dichiarazione. Si è limitata a salutare e ringraziare i giornalisti e i cameraman affacciandosi alla porta.
«NON HA NULLA DI CUI SCUSARSI». A parlare è stato invece il padre della ragazza, Salvatore. «Tutto quello che è accaduto adesso è acqua che scorre sotto i ponti», ha tagliato corto. «Vogliamo dimenticare tutto». I familiari hanno trovato la ragazza in forze. Le due avevano infatti raccontato di non aver subito alcuna violenza. «Nonostante la stanchezza l'ho trovata bene», ha detto. Questo ha raccontato Salvatore Marzullo, «ha fatto una cosa pericolosa, ma non sbagliata. Non ha nulla di cui scusarsi». «Si è trattato di una brutta storia fortunatamente a lieto fine», ha aggiunto Salvatore Marzullo. «Ora ha bisogno di qualche giorno di tranquillità. Anche a noi non ha ancora raccontato i dettagli».
Il padre ha poi ringraziato tutti quelli che sono stati vicini in questi mesi e in questi ultimi giorni alla famiglia «dal governo ai nostri vicini di casa».
GRETA: «NON VOLEVO PROVOCARE DOLORE». A Gavirate Greta è stata accolta da striscioni di bentornata. «Sta bene, sta rivedendo la sua casa dopo tanto tempo che è stata assente», ha detto il fratello Matteo prima che a parlare fosse proprio lei: «Chiedo scusa a tutti, non volevo provocare dolore», ha esordito la ragazza davanti ai giornalisti.
Greta ha detto di essere «felice» di essere a casa e ha aggiunto: «Per ora non voglio tornare in Siria perché la situazione laggiù è insostenibile. Bisogna continuare comunque ad aiutarli. Ringrazio la Farnesina».

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