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CRONACA 17 Gennaio Gen 2015 0957 17 gennaio 2015

Salviato, dopo il rapimento la cassa integrazione

Il tecnico verso la disoccupazione: «Dopo quello che è successo, mi aspettavo qualcosa di diverso».

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Gianluca Salviato, il tecnico rapito.

Rapito in Libia e rimasto per otto mesi nelle mani dei suoi aguzzini, per il tecnico veneto Gianluca Salviato, il ritorno in Italia non è stato dei migliori. L'uomo, intervistato dal Corriere del Veneto, si trova, assieme ad altri 15 colleghi in cassa integrazione e rischia il licenziamento. I 15 erano stati messi in cassa integrazione a giugno del 2014, quando Salviato era nelle mani dei rapitori, ma dal 31 gennaio potrebbero rimanere a piedi.
«MI ASPETTAVO QUALCOSA DI DIVERSO». La Ravanelli, azienda di Udine per la quale lavora, ha chiuso il cantiere in Libia e, secondo quanto emerso, non ha la possibilità di assorbire i dipendenti che lavoravano lì in Italia.
«Non è certo una cosa che faccia piacere», ha detto al Corriere, «anche perché dopo quello che mi è successo mi aspettavo qualcosa di diverso dalla cassa integrazione».

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