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PAURA 18 Gennaio Gen 2015 1800 18 gennaio 2015

Camerun, Boko Haram rapisce 80 persone

Nell'attacco in Camerun ci sarebbero tre morti. Nuovo attentato in Nigeria.

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Nigeria: il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, in un video diffuso dall'organizzazione terroristica islamica.

Boko Haram colpisce ancora. A fare notizia un attentato kamikaze nel nord-est del Paese (quattro le vittime) ma soprattutto il rapimento di circa 80 persone nel villaggio camerunense di Mabass. Tra i rapiti ci sono 50 bambini di età compresa tra i 10 e i 15 anni.
A riferirlo il sito Itv news. Secondo un portavoce del governo camerunense nell'attacco sarebbe state uccise anche tre persone e distrutte 80 case.
TENSIONE CON CIAD E CAMERUN. L'operazione di Boko Haram s'inquadra nel programma espansionistico minacciato più volte dai fanatici islamisti, che ha creato tensioni con il Camerun e con il Ciad, pronti a intervenire militarmente per frenare l'avanzata del gruppo guidato da Shekau.
Gli stessi miliziani, lo scorso aprile, si resero responsabili del rapimento di circa 200 liceali nigeriane con la minaccia di venderle come schiave dopo averle costrette a convertirsi all'Islam.
DISTRUTTE LE CASE. Il ministro dell'Informazione Issa Tchiroma Bakary ha precisato che gli assalitori dopo avere attaccato il villaggio hanno distrutto 80 abitazioni e sequestrato gli abitanti. Intanto in mattinata è giunto in Camerun un contingente militare proveniente dal Ciad. L'azione concordata con l'esercito di Yaounde mira a respingere l'offensiva dei guerriglieri islamisti che da anni terrorizzano queste regioni portando avanti una vera e propria azione di guerriglia contro le chiese, le autorità militari e di polizia e le popolazioni locali.
2 MILA MORTI A BAGA. Amnesty International ha recentemente documentato la follia omicida dei fondamentalisti diffondendo le foto satellitari delle città di Baga e Doron Baga, dove la scorsa settimana erano stati massacrati almeno 2 mila civili.
Si tratta di un «conflitto brutale» - ha denunciato l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) - che da mesi costringe migliaia di nigeriani a rifugiarsi nei Paesi limitrofi. E venerdì scorso la stessa agenzia Onu ha espresso forte preoccupazione per i rimpatri dal Niger alla Nigeria di centinaia di rifugiati. Rimpatri avvenuti il 14 gennaio nel contesto di un'operazione congiunta organizzata dal governatore dello Stato di Borno in Nigeria e dalle autorità in Niger. Considerate le condizioni di insicurezza presenti nello Stato di Borno e i recenti attacchi dei ribelli, l'Unhcr ha espresso «preoccupazione per la natura di questi ritorni e ha chiesto alle autorità di fermare l'operazione fino a quando non vi saranno garanzie adeguate e un accordo giuridico condiviso tra Nigeria, Niger e l'agenzia Onu per i rifugiati».

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