Polizia Vaticano 150118120530
ALLARME 18 Gennaio Gen 2015 1205 18 gennaio 2015

Terrorismo, nove sospetti jihadisti espulsi dall'Italia

La stretta del ministero dell'Interno: «Pericolosi per la sicurezza nazionale». Alfano: «Massima allerta». Controlli su altre 150 persone, tra cui 12 imam.

  • ...

Una pattuglia della polizia presidia il Vaticano subito dopo l'attacco a Charlie Hebdo.

Anche in Italia, dopo la strage di Parigi e l’uccisione di due jihadisti in Belgio, la morsa dei controlli si è stretta sugli ambienti considerati possibili focolai del terrorismo islamico. Polizia e servizi di sicurezza controllano otto 'centri' considerati a rischio, nonché l’attività di 12 imam per i quali nei prossimi giorni potrebbe scattare l’espulsione. E negli ultimi giorni sono arrivati anche i primi provvedimenti: da dicembre, nove stranieri ritenuti «pericolosi per la sicurezza nazionale» sono stati rispediti in patria con un decreto del ministero dell’Interno e l’accordo siglato con le autorità dei Paesi d’origine. Il ministro Angelino Alfano ha specificato che si tratta di cinque tunisini, un turco, un egiziano, un marocchino e un pachistano.
59 FOREIGN FIGHTERS. Si tratta di persone residenti prevalentemente nel Centro-Nord. Tutte con regolare permesso di soggiorno, residenti da anni in Italia.
Il ministro ha inoltre spiegato che i foreign fighters sono 59, di questi cinque con passaporto italiano (partiti per la Siria) e due dalla doppia nazionalità. Non si tratta, ha puntualizzato, di soggetti presenti in Italia, ma che hanno avuto a che fare, in qualche modo, con il nostro Paese: 14 di loro sono morti, cinque italiani sono partiti per la Siria, due con doppia nazionalità, 25 stranieri collegati in vario modo all'Italia e 13 siriani partiti dall'Italia.
ALTRE 150 PERSONE SOTTO INDAGINE. Almeno 150 sono le persone finite sotto indagine in Italia dopo gli attentati di Parigi. Il pericolo è «immanente e imprevedibile» e dunque «abbiamo alzato al massimo il livello di sicurezza», ha detto Alfano. E non finisce qui: il Viminale ha infatti annunciato altre espulsioni.
Si guarda con estrema attenzione alla galassia jihadista 'made in Italy', formata «da un numero di soggetti di molto superiore a 100». Non è, ha aggiunto Alfano, «una lista nera, ma le posizioni individuali dei soggetti sospetti sono radiografate e passate al microscopio per cogliere ogni piccolo segnale che possa generare dubbi sulla sicurezza».
INDAGINI SUGLI AMBIENTI A RISCHIO. L'attività di servizi, antiterrorismo e Ros è dunque febbrile sugli ambienti a rischio: luoghi di culto radicali, predicatori itineranti, gruppi che appoggiano la resistenza anti-Assad e agiscono da 'facilitatori' per l'invio di combattenti, siti web islamisti, convertiti, giovani vulnerabili alla propaganda dell'Isis.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati