Charlie Hebdo 150107122027
ALLERTA 19 Gennaio Gen 2015 1850 19 gennaio 2015

Foreign fighters, pene fino a 10 anni

Ritiro del passaporto per i sospetti. Stretta sul web. Misure in Cdm il 20/1.

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Parigi: un agente di polizia davanti alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.

Pene fino a 10 anni per i foreign fighters, ritiro del passaporto per i sospetti, reato ad hoc per punire chi organizza viaggi di combattenti, possibilità di oscurare siti web jihadisti, stretta sugli esplosivi, procura nazionale antiterrorismo. Sono punti del ddl antiterrorismo che il 20 gennaio dovrebbe andare in Consiglio dei ministri.
Obiettivo è il contrasto delle modalità emergenti con cui si manifesta la minaccia jihadista, ancora più preoccupante dopo gli attentati di Parigi: i 'lupi solitari', i foreign fighters, il web come potente mezzo di propaganda.
PREVENZIONE E REPRESSIONE. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha definito «ineludibili» le nuove misure, che prevedono il «rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione». Al provvedimento hanno lavorato da tempo i tecnici del Viminale, insieme a quelli del ministero della Giustizia. Il 19 gennaio c'è stato il via libera nell'ambito della riunione del pre-Consiglio dei ministri. Con riferimento al testo, Angelino Alfano ha sempre parlato di un disegno di legge, da sottoporre quindi al parlamento, ma non si esclude la possibilità che - in sede di discussione a Palazzo Chigi - possa diventare un decreto, facendo valere le ragioni della «necessità» e «urgenza» vista la gravità della minaccia terroristica.
GIRO DI VITE. La bozza di testo contiene pochi articoli, con alcune modifiche al codice penale. Si introduce la possibilità di applicare una pena fino a dieci anni di carcere per chi va a combattere nei teatri di guerra: le ultime stime indicano 59 foreign fighters passati per l'Italia. Sanzioni anche per chi organizza i viaggi «finalizzati al compimento di condotte con finalità terroristiche» e per i soggetti che si auto-addestrano al compimento di atti terroristici. Il testo prevede poi misure di prevenzione già contenute nel codice antimafia per i sospetti terroristi: sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno, ritiro del passaporto. C'è quindi un giro di vite sui precursori degli esplosivi, con l'arresto per chi detiene o commercializza, senza autorizzazione, sostanze che potrebbero venire usate per la fabbricazione di ordigni.
BATTAGLIA SUL WEB. Ma la battaglia al jihadismo si fa anche sul web, strumento di radicalizzazione e proselitismo abilmente usato dall'Isis e dagli altri gruppi terroristici. Il testo punta così a dare maggiori poteri all'autorità giudiziaria di oscurare i siti che che fanno propaganda islamista. Sarà dunque stilata una 'black list' dei siti filo-jihadisti con rimozione dei contenuti incriminati. L'aggiunta degli ultimi giorni dovrebbe riguardare la creazione di una Procura nazionale antiterrorismo, da introdurre nell'ambito della Procura nazionale antimafia.

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