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SCONTRO 19 Gennaio Gen 2015 0625 19 gennaio 2015

Forum famiglia Milano, polemiche sul prete accusato di pedofilia

L'uomo deve rispondere di abusi sui minori. In seconda fila al convegno.

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Don Mauro Inzoli è stato sospeso dallo stato clericale per sospetta pedofilia.

S'è presentato come se nulla fosse al convegno in difesa della famiglia organizzato da Regione Lombardia, Alleanza cattolica e Fondazione Tempi sabato 17 gennaio a Milano. Ma una foto l'ha smascherato, perché lui in realtà è stato sospeso dallo stato clericale per sospetta pedofilia.
SCONTRO SUL PRETE. Sta facendo discutere il caso di don Mauro Inzoli, già fondatore del Banco Alimentare e ritratto al forum meneghino dietro al governatore Roberto Maroni e al suo predecessore Roberto Formigoni.
L'ex sacerdote, infatti, è stato 'espulso' dalla Chiesa per volere di papa Francesco che ha firmato la delibera per abusi sessuali su minori e che ha costretto l'uomo a ritirarsi a vita privata. «Inzoli non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo», è stato scritto dal Vaticano che gli ha imposto di «seguire, per almeno cinque anni, un'adeguata psicoterapia».
ACCREDITATO PER ENTRARE. Nonostante il diktat della Santa sede, secondo alcune voci, don Inzoli sarebbe stato accreditato per la manifestazione di Milano dalla segreteria del presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo a conferma che il sacerdote non si sarebbe imbucato. Anche perché il convegno era ben presidiato sia per la presenza delle autorità (era presente il ministro Maurizio Lupi) sia per la paura di contestazioni.
«LIBERO CITTADINO». Il direttore di Tempi Luigi Amicone, secondo la ricostruzione del quotidiano La Repubblica, non s'è accorto della presenza di don Inzoli, anche se poi ha spiegato: «È un libero cittadino e non mi risulta che abbia restrizioni alla circolazione da parte della giustizia italiana». Poi, tuttavia ha aggiunto: «Ma se come lui sa benissimo ha in problema molto serio con la Chiesa, mi pare che non ci volesse un genio a capire che se voleva ferire la giornata, quello era il modo presentandosi nelle prime file».
PRIME ACCUSE NEL 2010. Don Inzoli, infatti, era ben noto alle alte cariche ecclesiastiche e non solo. Già nel 2010 si iniziò a parlare della sua presunta pedofilia: a farlo era stato il vescovo di Crema Oscar Cantoni che aveva invitato il sacerdote a «una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e pentimento».
Poi, nel 2014, fu il senatore di Sinistra ecologia e libertà Franco Bordo, che è colui che ha denunciato la presenza di don Inzoli al convegno sulla famiglia di Milano, a presentare un esposto in procura che aprì un'inchiesta che però è finita con la decisione del Vaticano.

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