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ANALISI 19 Gennaio Gen 2015 1533 19 gennaio 2015

Francesco, quel bagno di folla è un messaggio ai fanatici dell'Islam

Dolce, mite, umano: all'intransigenza Bergoglio risponde con armi opposte. E raduna 7 milioni di fedeli in una terra dove i cattolici sono una minoranza tormentata.

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Papa Francesco accolto a Manila durante la sua visita nelle Filippine (15 gennaio 2015).

Lo Spirito santo non sceglie a caso e la storia della chiesa cattolica è un pendolo tra morbidezza e rigore.
Per limitarci ai tempi recenti, al clericalismo ieratico di Pio XII subentrò il calore di Giovanni XXIII, sostituito dal dolente, asciutto Paolo VI, tutto il contrario anche fisicamente. A lui successe per un attimo l'attonito Giovanni Paolo, perduto subito il quale ascese il duro ma popolarissimo Giovanni Paolo II.
A sua volta avvicendato dal gelido Benedetto XVI, che si ritirò e lasciò il posto all'umile, quasi popolano Francesco, in sospetto di marxismo, in odor di teleogia della Liberazione.
UNA SPEDIZIONE STORICA. Le uscite di Bergoglio, la sua creatività lessicale, le sue posizioni sono discutibili e difatti fanno discutere; ma non andrebbe dimenticato un tratto del suo apostolato, sottotraccia in apparenza, di grande portata mediatica, se non ancora storica.
Fermo restando che tutti i capi religiosi sono «in missione per conto di Dio», la spedizione in partibus infidelium, in quella terra d'Asia dove i cattolici sono minoranza tormentata, resterà nei libri per la clamorosa affluenza: 7 milioni di filippini, mai liturgia tenuta da un pontefice cattolico aveva radunato così tanti fedeli, neppure ai tempi della superpotenza mediatica di Wojtyla.
QUEL «NON LO SO» COSÌ UMANO. Un miracolo, ma forse soltanto in apparenza. Concretamente, la “strategia” di Bergoglio, spontanea quanto si vuole, resta comunque densa di significati e di effetti puntuali, quasi matematici. Parla a braccio. Fugge, appena può, dal cerimoniale. Preferisce restare con i bambini, tra i bambini, quelli di strada. E quando una di loro, sconvolta, gli rinnova senza saperlo il terribile quesito di Dostoevskji, «Perché i bambini muoiono?», Bergoglio neppure tenta uno scherzo da prete: non si nasconde, non cerca sponde.
«Non lo so», risponde, per dire che non lo sa nessuno. Spalancando voragini di conseguenze teologiche che nessuno si metterà a esplorare.
IL CONTRASTO CON L'ISLAM. C'è senz'altro spontaneità, forse persino troppa, e perigliosa per qualcuno in Vaticano, nel pontefice argentino.
Forse a chiamarla strategia gli si fa un torto, se non una carognata, ma allo stesso tempo non si può nascondere un approccio del tutto diverso, addirittura contrario a quello dell'altra grande religione concorrente: quanto più l'Islam ribolle per sfoghi radicali, per ortodossia tetragona, tanto più il papa dei cattolici si staglia come figura mite, ingenua, vulnerabile umanamente, personalmente e perfino teologicamente: «Non lo so».

Duro nel messaggio, affabile nei modi: il metodo Francesco

Papa Francesco.

Il suo messaggio è duro, a parere di alcuni di elementare lettura quando batte sui poveri, quasi limitandosi a constatarli, a denunciarne la condizione ma in modo avulso, con una denuncia ossessiva, di stampo noglobal, che prescinde, come nel caso dei noglobal, da proposte più complesse, più inquadrate nella complessità dei tempi.
D'altra parte la sua affabilità ha in sé la potenza, quasi la virulenza di una scossa affettiva. Così si radunano 7 milioni di fedeli, che piangono, si disperano, si affidano a questa figura, ascoltando i suoi discorsi estemporanei, a braccio, mentre i fogli del copione vengono sparpagliati dal tifone che arriva.
E pare un poco la favola del viandante vestito di stracci sotto il vento, che vuole strappargli anche l'ultimo riparo, e più il vento rabbioso soffia, più il viandante si stringe addosso quel cencio di povertà.
NUDO, SENZA PIÙ ALIBI. Poi di colpo spunta il sole, gentile, comprensivo, caldo, e il viandante senza smettere di camminare allenta la presa, scioglie il suo mantello, alla fine si siede e se lo toglie. E resta nudo, senza più alibi, senza difese. Nudo come il primo uomo creato dal Padreterno.
Naturalmente, gli scontri di civiltà e di religioni sono più complessi e più complicati di una funzione all'aperto, e anche di una strage nel chiuso di una redazione satirica. E, cosa più tragica, restano mentre tutto passa, anche i capi religiosi.
UN PAPA POP. Detto questo, forse, gli scalmanati dell'islamismo più intransigente, graniticamente devoti a una Parola immutabile, meta-storica, più che del Satana occidentale dovrebbero, nella loro ottica, “preoccuparsi” di questo pope-pop, questo papa umano, troppo umano, che non ha risposte, che ride e piange.
Che sembra preferire la testimonianza all'apostolato, che supera gli stessi critici di altre religioni nella sua denuncia contro l'Occidente; eppure scardina la rabbia con l'arma di un raggio di sole, che scioglie la furia e, per un attimo, scalda le lacrime di una bimba di strada.

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