Isis 150119081358
SOLDI & GUERRA 19 Gennaio Gen 2015 0805 19 gennaio 2015

Terrorismo, bloccati in Italia 300 bonifici pro jihad

Bankitalia blocca l'invio di soldi nei Paesi 'sensibili'. Tracciate le operazioni sospette.

  • ...

Due miliziani dell'Isis.

Il finanziamento della jihad passa (anche) dall'Italia. A svelarlo è stata la Banca d'Italia che ha segnalato circa mille transazioni sospette che dal 2009 sono partite dal nostro Paese: solo nel biennio 2012-13 sono 300 i bonifici da centinaia di migliaia di euro che, è il sospetto degli inquirenti, sono finiti nelle tasche degli jihadisti.
TASK FORCE DI BANKITALIA. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, seguendo il denaro, infatti, è emerso come dall'Italia siano partite operazioni finanziarie dirette in Siria, Yemen, Iraq e Pakistan: ora, però, gli investigatori stanno cercando di capire chi si nasconda dietro i bonifici.
Per offrire la massima trasparenza, la Banca d'Italia ha varato l'Unità informativa frodi (Uif) al cui interno c'è un reparto che lavora unicamente per tracciare i finanziamenti sospetti che finiscono nei Paesi 'sensibili'. L'obiettivo è quello di portare all'attenzione del ministero dell'Economia tutte le operazioni che meritano ulteriori accertamenti.
SOLDI INVIATI DAL 2012. Da quanto emerso, in coincidenza con la guerra civile contro il presidente della Siria Bashar al Assad, le transazioni considerate «a forte rischio di sostegno di gruppi terroristici» sono state 171, mentre nel 2013 si sono fermate a 131. Per il 2014 manca ancora il conto, ma secondo l'inchiesta del quotidiano diretto da Ezio Mauro «analizzando i primi mesi dell'anno dovremmo essere sulle stesse cifre», come ha riferito l'Uif.
CONTROLLI SUI BONIFICI. Ma quando scatta l'allarme?
Da quanto spiegato dagli esperti dell'Uif, i bonifici devono avere delle precise caratteristiche.
Per prima cosa devono essere «operazioni 'Italia su estero' indirizzate verso istituti bancari in Medio Oriente e Africa». Per esempio il Qatar è noto che sia uno degli epicentri per il supporto economico di al Qaeda.
Altro sospetto riguarda l'identità di chi dispone il bonifico: così se si tratta di musulmani con «amicizie 'pericolose'» allora scattano le verifiche e il blocco del pagamento che, però, dura cinque giorni.
VERIFICHE SULLE BANCHE. Le cifre inviate possono essere particolarmente basse - circa 10-12 mila euro - tanto che negli ultimi quattro anni il totale non supera i 10 milioni di euro.
La legge obbliga le banche a segnalare le operazioni sospettate di terrorismo, ma non sempre gli istituti di credito rispettano il diktat, tanto che nel 2013 sono state avviate da parte di Bankitalia, sette procedure di sanzionatorie nei confronti di chi non ha rispettato l'impegno.
MONEY TRANSFER E BITCOIN. Ma se i canali ufficiali per l'invio di denaro sono ben monitorati, così non avviene per i money transfer e i para-istituti di credito arabi.
Secondo uno studio della Fondazione Icsa, infatti, questi soggetti «assicurano notevoli possibilità di mimetismo e la riservatezza associata alla rapidità delle transazioni rendono il sistema estremamente interessante per i gruppi del terrore».
Poi c'è il fenomeno dei bitcoin, la moneta virtuale nata nel 2009. D'altra parte la jihad ha già dimostrato di saper utilizzare le tecnologie.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso