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GIALLO 20 Gennaio Gen 2015 1510 20 gennaio 2015

Argentina, niente polvere da sparo sulle mani di Nisman

Avanzano dubbi sull'ipotesi suicidio per il pm, trovato morto a Buenos Aires.

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Il procuratore argentino Alberto Nisman.

È sempre più un giallo il caso di Alberto Nisman, il magistrato trovato senza vita con un colpo di pistola in testa nella sua casa di Buenos Aires.
In un primo momento si era pensato all'ipotesi del suicidio.
Ma le analisi effettuate sul corpo del pm morto non hanno rilevato tracce di polvere da sparo sulle mani, ha riferito Viviana Fein, responsabile dell'inchiesta.
Il pm aveva accusato la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner di aver insabbiato la 'pista iraniana' per l'attentato antiebraico del 1994 a Buenos Aires, che provocò 85 morti e 200 feriti.
PISTOLA ACCANTO AL CADAVERE. Accanto al cadavere di Nisman sono stati trovati una pistola calibro 22 e un bossolo. Secondo i risultati dell'autopsia la pallottola ritrovata nel cervello del pm corrispondeva a questa arma.
La Fein ha comunque precisato che «questo non vuol dire che non sia stato Nisman a sparare» perché «una calibro 22 non è un'arma di guerra, il che fa sì che molte volte lo 'scanning elettronico' (sul corpo della vittima) non dà un risultato positivo».
D'altra parte Jorge Kirszenbaum, un dirigente della comunità ebraica locale che conosceva Nisman, ha detto alla stampa che nell'appartamento del pm è stata ritrovata una nota indirizzata alla sua domestica, con una lista della spesa da fare lunedì, ossia il giorno seguente la morte del procuratore.
LETTERA DI KIRCHNER. E mentre Fein prosegue le sue indagini, ordinando la perquisizione dell'ufficio di Nisman e interrogando l'ex moglie e gli agenti della scorta, Kirchner ha pubblicato una lunga lettera su Facebook nella quale ha sollevato interrogativi inquietanti sulla morte del pm, insinuando che nel caso c'è stata un'ingerenza di settori deviati dei servizi segreti e del quotidiano Clarin, arcinemico del suo governo.
PROTESTE IN PIAZZA. La morte misteriosa di Nisman, poche ore prima della sua comparizione in Parlamento per spiegare in dettaglio le sue accuse contro Kirchner e altri suoi collaboratori, ha scatenato proteste a Buenos Aires, malgrado la capitale sia quasi deserta a causa delle ferie estive: centinaia di persone sono sfilate per chiedere giustizia, agitando cartelli con la scritta 'Todos somos Nisman', oppure 'Yo soy Nisman', sulla falsariga del 'Je suis Charlie' nato dopo gli attacchi jihadisti a Parigi.

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