INTERVISTA 20 Gennaio Gen 2015 2300 20 gennaio 2015

Furkan Semih Dundar: la quarta mail in italiano a L43

Lo studente turco accusato di terrorismo risponde alle domande di L43.

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DOMANDA. Perché se pensavi di essere seguito non ti sei rivolto alla polizia? O non hai lasciato il Paese di tua spontanea volontà?

RISPOSTA. È una domanda molto buona. E merita un chiarimento.
Sicuro che ci ho pensato. Se fossi andato a parlare con loro all'inizio, ho pensato che avrebbero potuto etichettarmi come uno schizofrenico e che sarebbe stato quello che volevano per non darmi un permesso di soggiorno. Io volevo risolvere la situazione in un modo soft. I miei primi messaggi erano sempre nella forma «se pensate che io sia una minaccia, allora vi prego arrestatemi».
Per quel che riguarda la seconda buona domanda, ancora, ho preso in considerazione questa opzione. Ma ho pensato che finita questa situazione avrei potuto continuare i miei studi. C'è anche una parte molto importante, che non ho mai raccontato a nessun giornalista.

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La ragione più profonda per la quale non volevo tornare in Turchia – e al momento non sono in Turchia - è che ero seguito da, penso, il Mit (il servizio segreto turco). Non mi sento al sicuro in Turchia. Ho un carattere insolito e tutto è successo a causa di ciò.

Nell'appartamento in cui ero solito stare ad Ankara, ci sono arrivato dopo, (omissis) una delle guardie del primo ministro (forse era una spia del Mit, che in generale dice di lavorare per la presidenza del consiglio). Come ho detto prima, sono una persona insolita per la società, sebbene non tra i fisici. Studio fisica giorno e notte e, vado e vengo dalla Odtu (la mia precedente università) (l'Istanbul Technical University). Loro potevano voler controllare se io fossi una persona rispettosa della legge e per questo proposito capivo l'atteggiamento del Mit. Tuttavia, non è finita. Si è evoluta in una faccenda personale per colui che nel Mit era incaricato del dossier. Era tutto un mettere pressione su Furkan Semih e cercare di castrarlo. Ero in Arbat Street a Mosca che chiedevo soldi e anche lì loro mi hanno preso in giro. Questa dichiarazione è verificabile. Sono sicuro che ci fossero delle telecamere di sicurezza che guardavano la strada.

Non ti può essere famigliare la «tortura dell'ambulanza». L'idea è psicologicamente condizionante. Quando ero ad Ankara, ho provato a capire se potevo essere classificato come un rifugiato e nel momento in cui mi sono connesso con i siti delle ambasciate è passata un'ambulanza. Stavo facendo domanda a un'università americana per un Phd, dopo che mi sono connesso al sito dell'ambasciata americana per verificare di che tipo di visto avrei avuto bisogno, ho perso la connessione.
Stavo per comprare un biglietto aereo per Pisa, un'ambulana. Mettevo i piedi sul balcone, n'ambulanza. (Questo è successo *molte* volte). A Pisa, mi svegliavo attorno alle due del mattino per lavarmi le mani, di nuovo un'ambulanza. Non succedeva prima. Tutto si è intensificato dopo qualche tempo. Pensi che in una cittadina come Pisa che non è Istanbul o Londra, ci possano essere 15 sirene di ambulanze al giorno? E cosa dire delle sirene dopo la mezzanotte quando virtualmente non c'è traffico? Queste sono buone domande a cui pensare.

Nel complesso, io volevo fare il mio Phd alla Odtu. A causa del Mit, ho pensato di andare all'estero per potermi concentrare liberamente sui miei studi scientifici. Sfortunamente non è andata così. Loro sono dappertutto in Europa. Hanno ucciso anche tre donne curde a Parigi!

Ho qualche appartenenza politica? No. Sono un uomo che ha studiato il formalismo Adm della relatività generale nell'estate del 2013 in the summer of 2013 quando in Turchia si è scatenato l'inferno.

Qualchevolta i fisici sono insoliti. Sono contento che tutto questo sia arrivato a una fine. Forse è stato un modo estremo per finirla, ma ha funzionato.

Esenliklerle (Salute, ndr)
F. Semih Dündar

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