Furkan Semih Dundar 150120192427
LETTERE 20 Gennaio Gen 2015 2134 20 gennaio 2015

Furkan Semih Dundar: la seconda mail in italiano a L43

Lo studente turco della Normale di Pisa scrive al giornale.

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Cara Signora Gabriella:

sono stato espulso con l'accompagnamento di tre gentiluomini. Mi hanno trattato molto bene, come del resto hanno fatto in Questura. Capire la situazione è una cosa, l'applicazione della legge è un'altra.
Non ho pagato il biglietto aereo e loro hanno avuto una vacanza gratuita a Istanbul (=.

Prego,
Furkan Semih.

Bonus section per la storia dell'attentatore suicida.

Posso testimoniare che loro hanno usato Google Translate che è pessimo nella traduzione dal turco. A quel punto hanno detto che volevo farmi esplodere in luoghi pubblici.

Dato che ero seguito per le strade e ovunque – e l'ho notato dal primo giorno del mio arrivo in Italia – come se fossi il loro nemico, in uno dei messaggi che ho mandato alla Cia ho scritto qualcosa come:
«Forse voi avete pensato che io stessi per farmi esplodere di fronte all'ambasciata Usa. Pensate che non ho niente da fare in questo mondo e penso a voi giorno e notte?»
Tutto quello che voglio è una mente serena per studiare senza essere trattato come un nemico per nessuna ragione. In realtà all'inizio io volevo l'aiuto della Cia, pensando che loro avrebbero forse potuto risolvere la faccenda.
Successivamente ho iniziato a scrivere messaggi provocatori a vari posti per essere arrestato e quindi mettere fine a questa situazione. Sono contento che sia finita.

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