Furkan Semih Dundar 150120192438
LETTERA 21 Gennaio Gen 2015 0021 21 gennaio 2015

Furkan Semih Dundar: la traduzione della settima mail a L43

Lo studente turco della Normale di Pisa scrive al giornale.

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DOMANDA. Hai detto che ti seguivano. Ma perché lo facevano, secondo te? Sei in contatto con gruppi jihadisti o altri gruppi ribelli, in Italia o Turchia?
RISPOSTA. Cara Signora Gabriella,

ho allegato una mia foto. Le foto sui giornali sono noiose a parte una con i baffi con una vigna di sfondo.

No, son solo in contatto con la scienza, la letteratura e la filosofia. Se fossi realmente coinvolto in questo tipo di rapporti, non sarei stato espulso ma messo in prigione non so per quanti anni.

La sola cosa illegale che ho fatto è stato scrivere falsi messaggi per mettere fine alla situazione in cui ero. È finita. Sono contento.

La ragione iniziale, come ho detto è stato un agente di polizia del primo ministro (o una spia del Mit) nel mio appartamento (del quale ho saputo solo in prossimità della mia partenza da Ankara) all'inizio poteva essere un controllo usuale. Come ho spiegato prima, non è finita e loro (il Mit) non hanno «capito». Per loro è diventata una questione personale.

Leggi l'intervista esclusiva.

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