PROVVEDIMENTO 20 Gennaio Gen 2015 1415 20 gennaio 2015

Terrorismo, espulso studente turco da Normale di Pisa

Il giovane avrebbe manifestato simpatie islamiste su alcuni siti web.

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Uno studente turco, Furkan Semih Dündar (leggi l'intervista esclusiva), che frequentava un corso alla Scuola Normale di Pisa, è stato espulso dall'Italia e sarebbe indagato per procurato allarme in quanto avrebbe manifestato simpatie islamiste su alcuni siti internet e postato alcuni messaggi minatori su blog e siti internet islamisti monitorati dalla polizia.
INDAGA LA DIGOS. La vicenda, avvolta nel massimo riserbo, sarebbe avvenuta a fine dicembre.
Le indagini sono state seguite dalla Digos di Pisa.
Gli inquirenti avrebbero anche perquisito l'abitazione del giovane, trovando riscontri ai sospetti iniziali.
In particolare il giovane avrebbe minacciato via mail ai governi occidentali, compresi quelli italiano e americano, affermando, sempre secondo quanto reso noto dalla Digos che lo ha scoperto, di saper confezionare ordigni e di essere pronto a farsi saltare davanti alle ambasciate.
STUDENTE RIMPATRIATO. Le sue affermazioni non sono sfuggite agli investigatori, che dopo una breve indagine hanno individuato e rintracciato il turco notificandogli un provvedimento di espulsione immediatamente eseguito.
Lo straniero è stato prima accompagnato presso un Cie italiano e poi rimpatriato.
Una comunicazione formale è stata anche inviata alla Normale per informarla che lo studente non avrebbe più potuto seguire il corso al quale era iscritto.
DOTTORANDO IN FISICA. Lo studente era un dottorando in fisica. Lo si è appreso direttamente dall'ateneo.
Dundar era apparentemente uno studente modello. Gli inquirenti non lo ritengono un vero e proprio jihadista. Le sue minacce non sono state sottovalutate, ma neppure prese troppo sul serio. Anche se gli sono costate un'espulsione immediata.
«Il giovane cittadino turco», ha spiegato in una nota il direttore della Normale Fabio Beltram, «è stato espulso dopo un mese dall'ammissione avvenuta a seguito di una selezione effettuata in base al suo curriculum e a un colloquio nel quale è stata verificata la sua competenza nella fisica dei buchi neri e della connessione di questa con la teoria delle stringhe».
«NON CONTROLLIAMO SITI PERSONALI». «La scuola Normale superiore», ha aggiunto Beltram, «è aperta a candidature provenienti da qualunque Paese e persegue l'obiettivo di formare i giovani ricercatori in un ambiente internazionale secondo gli standard dei migliori atenei mondiali. La scuola non controlla blog o siti personali su cui i propri allievi esprimono opinioni personal».
VICENDA RISALENTE AL DICEMBRE 2014. La vicenda risale al dicembre scorso: all'inizio del mese il turco ha inviato una serie di mail minatorie ai siti governativi e il servizio di intelligence lo ha individuato e inviato una segnalazione alla questura di Pisa, che nella serata del 22 dicembre si è presentata al suo domicilio, in via Volturno, a Pisa, non lontano dal centro storico, dove ha sequestrato il telefonino e il tablet utilizzati per inviare i messaggi. La procura di Pisa lo ha iscritto nel registro degli indagati per procurato allarme e ha concesso il nulla osta per l'espulsione perché comunque ha detto di ritenerlo «un soggetto pericoloso».
IL COINQUILINO: «NON SEMBRAVA CERTO UNO JIHADISTA». Il blitz della polizia è avvenuto però nella massima serenità: al coinquilino che ha assistito alla scena del compagno accerchiato dagli agenti sono state rivolte rassicurazioni, ma nessuna spiegazione sui motivi di quella visita. «Sono arrivati verso le 23», ha ricordato lo studente italiano che occupa l'altra stanza, «e dopo avere perquisito la sua camera se ne sono andati. Furkan è rimasto a casa, sereno. Mi ha solo detto: 'don't worry', non preoccuparti, in inglese». Un'ora dopo la polizia è tornata: «Questa volta», ha detto lo studente, «hanno sequestrato tablet e telefonino e gli agenti lo hanno invitato ad andare con loro in in questura». «Il 24 mattina l'ultima visita: Furkan, in compagnia dei poliziotti, ha preso alcuni effetti personali poi sono andati via e da allora non l'ho più visto». Da quasi un mese Dundar è stato rimpatriato e trasferito ad Ankara, dove vive. In Italia di lui restano i testi di fisica, i documenti della banca dove aveva aperto un conto corrente per pagarsi le spese universitarie e una denuncia per procurato allarme. «Viveva e vestiva all'occidentale, come un hipster, gli appassionati Usa di bebop. Non sembrava certo un jihadista», ha raccontato il suo coinquilino.

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