GOLPE 20 Gennaio Gen 2015 1524 20 gennaio 2015

Yemen, ribelli controllano palazzo presidenziale

Caos nella capitale Sanaa. «Bombe sulla residenza del presidente». Foto.

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Dopo gli scontri del 19 gennaio è durato meno di 24 ore il cessate il fuoco a Sanaa tra forze governative yemenite e ribelli sciiti Huthi, che il 20 gennaio sono tornati all'attacco, impadronendosi del palazzo presidenziale e bombardando la residenza dello stesso presidente, Abed Rabbo Mansur Hadi, che si trovava all'interno.
GUARDIE UCCISE. Hadi non è stato colpito nel bombardamento, durato circa mezz'ora, secondo quanto reso noto da fonti governative.
Ma due guardie del suo palazzo sono rimaste uccise, ha riferito la televisione panaraba Al Jazeera.
Vittime che si aggiungono ai nove morti e ai 67 feriti.
RIUNIONE DEL CONSIGLIO ONU. Mentre il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riuniva d'urgenza, su richiesta della Gran Bretagna, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è detto «seriamente preoccupato» e ha chiesto di «cessare immediatamente tutte le ostilità, esercitare la massima moderazione e adottare le misure necessarie per ripristinare la piena autorità delle istituzioni governative legittime».
La Cnn, intanto, ha riferito che due navi da guerra Usa sono state spostate nel Mar Rosso e sono pronte a evacuare il personale dell'ambasciata americana nel caso in cui dovesse arrivare l'ordine dal Pentagono.
VIOLENZE DOPO INUTILI NEGOZIATI. Le violenze sono scoppiate nuovamente dopo che non aveva dato apparentemente frutti una nuova tornata di negoziati tra Hadi e un rappresentante delle milizie sciite ribelli sulla composizione di una commissione che deve elaborare un nuovo Stato federale, secondo quanto reso noto dal portavoce del governo, Rageh Badi, citato dall'agenzia Ap.
«Non c'è altro modo di descrivere quanto sta avvenendo che come un colpo di Stato», ha detto il colonnello Saleh al Jamalani, comandante delle forze per la protezione del presidente, sottolineando che i miliziani che sono penetrati nel palazzo hanno saccheggiato i depositi di armi.
Gli Huthi, originari delle regioni del Nord del Paese, sono scesi sulla capitale nel settembre 2014, impadronendosi di diversi quartieri di Sanaa dopo tre anni di violenze seguite al rovesciamento dell'ex uomo forte dello Yemen, Ali Abdullah Saleh.
RISCHIO CONSENSI DA AL QAEDA. I ribelli sciiti sono accusati di essere sostenuti e armati direttamente dall'Iran, cosa che hanno negato.
La loro offensiva dell'estate 2014 in aree tradizionalmente sunnite ha provocato la reazione anche di clan tribali appartenenti a questa confessione e rischia di far guadagnare consensi ad al Qaeda, anche a causa delle vittime civili provocate dai ripetuti bombardamenti dei droni americani sulle roccaforti dell'organizzazione terrorista.
L'organizzazione islamica nella penisola arabica (Aqap) è considerata dagli Usa come la branca più pericolosa della rete un tempo guidata da Osama bin Laden.
Un sedicente membro di al Qaeda nello Yemen ha rivendicato l'organizzazione anche dell'attacco compiuto il 7 gennaio dai fratelli Kouachi alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo.

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