Tribunale 131017093023
PROVVEDIMENTO 21 Gennaio Gen 2015 1451 21 gennaio 2015

Terrorismo, espulso dall'Italia 26enne pakistano

Il giovane, residente a Civitanova Marche, scriveva su Facebook frasi inneggianti alla jihad. Il legale: «Un ragazzo pacifico».

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L'aula di un tribunale.

Dopo il caso dello studente turco espulso dalla Normale di Pisa per aver manifestato «simpatie islamiste», è stato firmato un decreto si espulsione anche a carico di un pakistano di 26 anni, Faqir Ghani, da tempo residente a Civitanova Marche. Il provvedimento è stato preso dal gip del tribunale di Macerata.
CONDIVIDEVA VIDEO JIHADISTI. Nella sua pagina Facebook il giovane avrebbe scritto frasi inneggianti al terrorismo islamico e condiviso video jihadisti. Inoltre aveva collegamenti con siti presumibilmente legati a cellule terroristiche del Pakistan. La segnalazione è stata fatta dal ministero dell'Interno Angelino Alfano dopo che i servizi di intelligence avevano intercettato le frasi inneggianti alla guerra santa contro l'Europa sul social network e i siti contattati dal 26enne. Immediatamente la polizia lo ha raggiunto nella fabbrica di Civitanova, una ditta di calzature, dove il 26enne lavora da tempo.
ACCOMPAGNATO A FIUMICINO. Il giovane risiedeva in città da 12 anni con la famiglia, che ha già ottenuto la cittadinanza italiana. Davanti al magistrato il 20 gennaio ha negato di essere in contatto con cellule terroristiche e ammesso soltanto di aver captato i video inseriti in Internet da un suo amico pakistano. Ma il decreto di espulsione è diventato immediatamente esecutivo e il giovane è stato accompagnato a Fiumicino per prendere il primo aereo diretto in Pakistan. Tutta la famiglia - padre, madre, fratello e sorella - ha lasciato l'Italia con il giovane ed è già rientrata in Pakistan.
IL LEGALE: «UN RAGAZZO PACIFICO». Un «giovane pacifico, volontario della Croce Verde, tutto meno che un jihadista». A parlare è l'avvocato Maurizio Nardozza, che difende Faqir, operaio in una azienda calzaturiera, mentre i due fratelli lavoravano in altre piccole imprese locali. «Aver lasciato tutto», ha commentato il legale, «per la famiglia è un duro colpo, l'accusa a Fagir un fulmine a ciel sereno. Non gli è stato contestato alcun reato specifico, perché il provvedimento di espulsione è scaturito soltanto da una nota inviata dal ministero dell'Interno che peraltro è molto vaga».
«INTEGRATO E RISPETTOSO DELLE RELIGIONI». Nel provvedimento di espulsione, ha spiegato l'avvocato, «si parla appunto di intercettazioni di messaggi e di video inneggianti alla jihad. Ma Faqir ha spiegato al giudice che in questi 12 anni vissuti in Italia è stato sempre rispettoso di tutte le religioni e che si era integrato molto bene con la comunità civitanovese. Quei video di cui si parla nella nota del ministero non erano del giovane ma li aveva inseriti in rete qualche amico pakistano».
A UN CORTEO PER MAOMETTO. «Nei giorni scorsi», ha aggiunto il legale, «ha partecipato al corteo di pakistani che da San Marone hanno raggiunto piazza XX settembre a Civitanova per festeggiare la nascita di Maometto. Un corteo che si svolge da due anni e che è autorizzato dalle autorità e non può suscitare alcun sospetto». In quell'occasione, peraltro, c'erano stati momenti di tensione perché un automobilista era sceso dall'auto e si era messo a inveire contro i partecipanti, probabilmente scosso per gli attentati dei terroristi islamisti a Parigi. L'uomo era stato subito fermato dagli agenti di polizia che scortavano il corteo, e accompagnato in Commissariato.
«FAREMO RICORSO IN CASSAZIONE». L'avvocato poi ha anticipato le prossime mosse: «Innanzitutto faremo ricorso in Cassazione per impugnare il decreto di espulsione. In secondo luogo ricorreremo sia al Tar del Lazio che a quello delle Marche in quanto il provvedimento è stato preso contro una persona innocente e senza una motivazione specifica».

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