Giovanni Pitruzzella 140630164551
TELECOMUNICAZIONI 21 Gennaio Gen 2015 2355 21 gennaio 2015

Truffe cellulari, l'Antitrust stanga i gestori

Sanzioni per oltre 5 milioni di euro per l'attivazione di servizi non richiesti dal cliente.

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Il presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella.

Pugno duro dell'Antitrust nei confronti dei servizi premium, ovvero quella galassia di prodotti che vengono pubblicizzati attraverso banner, sms o mms e che includono l'offerta di loghi, suonerie, screensaver o giochi. Un mercato che per gli operatori vale centinaia di milioni di euro all'anno e che da tempo è oggetto di indagine, a seguito di numerose proteste dei consumatori che sottolineano come spesso dietro questi 'servizi a valore aggiunto' si celino truffe o rincari esagerati dei costi della telefonia.
SANZIONE PER 5 MLN. Adesso l'Autorità della concorrenza, che aveva aperto l'istruttoria formale lo scorso 21 luglio, ha sanzionato per oltre 5 milioni di euro i principali operatori di telefonia mobile proprio per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell'ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile: fra queste, nell'indagine di luglio, si faceva riferimento all'attivazione di abbonamenti a servizi a pagamento in modo accidentale o comunque in assenza di un'espressa manifestazione di volontà, ad esempio solo sfiorando lo schermo su un banner o premendo il tasto di chiusura di una finestra.
PUNITE TELECOM, VODAFONE E WIND. In particolare, ha spiegato il Garante, è stata applicata una sanzione pari a 1,75 milioni di euro ciascuno per Telecom e H3G e a 800 mila euro ciascuno per Wind e Vodafone. Nel corso del 2014, ha spiegato una nota, l'Antitrust ha ricevuto numerosissime segnalazioni con le quali associazioni di consumatori e utenti di telefonia mobile denunciavano la fornitura non richiesta, e il relativo addebito da parte del proprio operatore sul credito della sim, di servizi a sovrapprezzo (quali giochi e video) accessibili durante la navigazione in mobilità mediante banner, pop up e landing page.
COMUNICAZIONI OMESSE. Da un lato gli operatori avrebbero omesso di comunicare che il contratto di telefonia mobile sottoscritto preabilita la sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, che esiste un blocco selettivo per impedirne la ricezione e avrebbero 'costretto' l'utente a effettuare una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco; dall'altro l'operatore avrebbe tenuto «un comportamento qualificato come aggressivo», consistente nell'attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento. Allo stesso tempo, secondo l'Antitrust, la responsabilità delle aziende discende anche dal fatto che gli operatori traggono uno specifico vantaggio economico dalla commercializzazione dei servizi premium, in quanto condividono con i fornitori i ricavi dei servizi erogati, trattenendone un'elevata percentuale.

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