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GIUSTIZIA 22 Gennaio Gen 2015 1030 22 gennaio 2015

Corona, gli avvocati: «Sta male, vada ai domiciliari»

L'ex paparazzo soffre di ansia e depressione in carcere. La richiesta è di finire la pena da don Mazzi.

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L'ex re dei paparazzi Fabrizio Corona.

L'ex 'Re dei paparazzi' Fabrizio Corona è in crisi. «È un uomo molto sofferente con problemi seri dal punto di visto psicologico e psichiatrico», hanno spiegato gli avvocati Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra. «In carcere sta soffrendo di stati d'ansia, depressione e attacchi di panico», tanto che c'è anche una relazione dei medici del carcere di Opera, dove l'uomo è detenuto da circa due anni, che «certifica i suoi problemi psicologici, tanto che viene curato con psicofarmaci».
I difensori hanno parlato poco prima di entrare nell'aula del tribunale di sorveglianza di Milano, dove giovedì 22 gennaio i legali devono discutere la richiesta di detenzione domiciliare.
RICHIESTA DEI DOMICILIARI. Gli avvocati di Corona, infatti, nelle scorse settimane hanno chiesto ai giudici della sorveglianza, che l'ex fotografo dei vip, in carcere da oltre due anni e che deve scontare ancora un cumulo di pene di sei anni e otto mesi, possa uscire dal carcere e proseguire il regime detentivo in una comunità e in particolare, in quella di don Mazzi, che ha già dato disponibilità.
DEPRESSIONE IN CARCERE. L'istanza è basata su ragioni di salute e su una consulenza psichiatrica nella quale Corona viene descritto, come riportato dal Corriere della Sera, come un uomo dalla personalità narcisistica e borderline. Un tipo di personalità, appunto, che all'interno del carcere gli sta causando anche gravi stati depressivi, secondo la difesa.
Fuori dall'aula, la madre di Corona, Gabriella, ha spiegato che «anche se mio figlio ha sbagliato, il cumulo di condanne è eccessivo e ora va tutelata la sua salute».
CORONA PARLA COI GIUDICI. «In aula», hanno chiarito gli avvocati dopo l'udienza, «Fabrizio è stato bravo e chiaro, ha avuto un comportamento irreprensibile, ha risposto alle domande, ha raccontato la sua vicenda, ha detto che sta male e ha chiesto che gli venga data un'opportunità».
L'ex agente fotografico ha già spiegato, «da tempo ormai, che ha sbagliato in passato, che ha preso le distanze da quello che era, che ha accettato le condanne e chiede ora soltanto di scontare la detenzione in un altro modo, perché sta davvero male».
CONTRO LA CONDANNA. Il legale di Corona ha però contestato, in particolare, la condanna definitiva inflitta per il cosiddetto foto-ricatto all'ex attaccante juventino David Trezeguet. Una pena di cinque anni (il cumulo di pene totali per lui era di 14 anni, poi ridotti a oltre nove anni) inflitta per un reato, l'estorsione aggravata, che non permette allo Stato di chiedere una misura alternativa alla detenzione, come l'affidamento in prova ai servizi sociali o i domiciliari.
«Come è possibile», s'è chiesto l'avvocato, «che si venga condannati per delle foto che mostrano un attaccante con una donna e che gira in mezzo alla strada?».
REVISIONE DEL PROCESSO. Il legale ha quindi spiegato che Corona «è un bravo ragazzo, che ha sbagliato, ma che ha un cumulo di pene da omicidio in abbreviato, mentre a molto meno vengono condannati soggetti che trafficano decine di chilogrammi di cocaina». L'avvocato ha anche chiarito che se non venisse accettata la domanda di grazia parziale avanzata per cancellare la pena restante per il caso Trezeguet, verrà presentata «certamente un'istanza di revisione» del processo.
Sulla richiesta di scarcerazione e detenzione in una comunità i giudici (presidente Marina Corti, giudice relatore Beatrice Crosti) hanno fatto sapere di voler decidere nei prossimi giorni.

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