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SANITÀ 22 Gennaio Gen 2015 0625 22 gennaio 2015

Crisi Italia: la fuga dei giovani medici all'estero

Sestuplicate le richieste al ministero dei documenti per il trasferimento.

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Nel 2014 sono stati oltre 2 mila i medici italiani che si sono trasferiti all'estero.

Studiano, si specializzano, poi prendono la valigia e lasciano l'Italia. Sono sempre di più i medici che scappano dal nostro Paese in cerca di fortuna anche se da noi restano carenze di personale negli ospedali.
Secondo un'inchiesta del quotidiano La Repubblica, i dati del ministero della Salute dimostrano che negli ultimi cinque anni i medici che hanno chiesto i documenti necessari per ottenere un impiego all'estero sono sestuplicati: dai 396 del 2009 ai 2.363 nel 2014 (erano circa 1.000 nel 2013). E dai dati sfuggono coloro che vanno in Paesi come Sud America o Africa dove non c'è bisogno di chiedere il certificato che confermi la laurea.
POCHI POSTI DI SPECIALIZZAZIONE. Così, dopo 11 anni di studio per accedere alla professione, sono in molti, tra i circa 10 mila camici bianchi che si laureano ogni anno in Italia, a cercare fortuna altrove.
D'altra parte i posti nelle scuole di specializzazione sono appena 5 mila (dal prossimo anno ne sono previsti di più) e altri mille sono quelli per il tirocinio necessario per diventare medici di famiglia: a conti fatti ne risulta che in 4 mila sono esclusi. Quindi si mettono in coda oppure emigrano.
POCHE LE ASSUNZIONI PUBBLICHE. Non si dimentichi, poi, che nelle aziende sanitarie ed ospedaliere pubbliche c'è il blocco del turnover che riduce le assunzioni: rispetto al 2009, infatti, i medici sono circa 5 mila in meno. E i sindacati hanno già lanciato l'allarme per le carenze, in attesa del picco dell'influenza che porterà migliaia di pazienti nei pronto soccorsi.

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