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GIALLO 22 Gennaio Gen 2015 1651 22 gennaio 2015

Morte Nisman, Kirchner: «Non credo al suicidio»

La presidente argentina ha pubblicato una seconda lettera con nuovi dubbi sulla morte del pm.

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Il procuratore argentino Alberto Nisman.

La presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner non crede che Alberto Nisman, il pm trovato morto giorni dopo averla accusata di voler insabbiare la pista iraniana nell'inchiesta sull'attentato antiebraico del 1994, si sia suicidato. Kirchner ha spiegato i motivi di questo suo convincimento in una seconda lunga lettera che ha diffuso il 22 gennaio attraverso siti ufficiali e social network.
«OPERAZIONE CONTRO IL GOVERNO». Partendo dall'analisi del testo della denuncia di Nisman - oltre 300 pagine rese note dalla giustizia argentina - Kirchner sostiene che l'accusa del pm «non solo crolla, ma diventa piuttosto un vero e proprio scandalo politico e giuridico», per poi aggiungere che questa denuncia «non è mai stata di per sé stessa la vera operazione contro il governo», perché «la vera operazione contro il governo è stata la morte del procuratore, dopo aver accusato la presidente, il suo ministro degli Esteri e il segretario generale de La Campora (gruppo politico kirchnerista) di aver coperto gli iraniani imputati per l'attentato terrorista contro l'Amia».
LISTA DI DUBBI SUL SUICIDIO. Nel suo lungo testo, la presidente ha enumerato una lista di domande che sollevano altrettanti dubbi sull'ipotesi del suicidio di Nisman, insinuando che esista un nesso fra il clamore suscitato dagli attacchi jihadisti in Francia, la presentazione della denuncia da parte del pm - interrompendo le sue vacanze in Europa con l'ex moglie e una delle sue figlie - e l'informazione che aveva ricevuto dai servizi segreti, e in particolare da Antonio Stiusso, l'ex direttore della Segreteria di Intelligence (Side) che lei stessa ha rimosso dall'incarico in dicembre.
IL MINISTRO: «NUOVI ELEMENTI VENGONO ALLA LUCE». Il ministro argentino della Sicurezza, Sergio Berni, ha dichiarato il 22 gennaio che nel caso della morte di Nisman «mi sembra che la tesi del suicidio si sta allontanando ogni volta di più», perché l'inchiesta giudiziaria «sta portando alla luce diversi elementi, affatto minori, che ci portano a farci delle domande».
«Quando il fabbro ha detto che la porta di servizio (dell'appartamento di Nisman, dove è stato trovato morto) era aperta, vuol dire che non era chiusa a chiave, e questo non è un dato minore, perché significa che qualcuno può essere uscito da quella porta», ha osservato Berni, che è stato fra i primi ad accorrere al palazzo della zona residenziale di Puerto Madero dove viveva il procuratore.
«SUICIDIO MAI CONFERMATO». Berni ha precisato inoltre che «non c'è mai stato nessuno che abbia detto che era un suicidio», aggiungendo che «l'esperienza, il fatto che avessimo l'arma e il bossolo, tutto portava verso l'ipotesi di un suicidio, ma non ho mai sentito nessuno che lo abbia confermato».

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