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MEDIO ORIENTE 23 Gennaio Gen 2015 1032 23 gennaio 2015

Arabia Saudita, il profilo del nuovo re Salman

Morto Abdullah, tocca al fratello. Mediatore e conservatore. Ma con problemi di salute.

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Salman Bin Abdulaziz Al Saud, re dell'Arabia Saudita.

Il re è morto, viva il re. L'Arabia Saudita ha annunciato la scomparsa del suo sovrano Abdullah e a stretto giro anche l'ascesa al trono del suo successore, il principe ereditario Salman bin Abdul Aziz al Saud, suo fratellastro e come lui uno dei tanti figli del fondatore del regno, Abdul Aziz al Saud, che porta il suo nome.
SUL TRONO A 80 ANNI. Il principe Salman è anziano, ha quasi 80 anni, ma ha ottimi rapporti e contatti con le tante tribù del Paese e decenni di esperienza di governo, essendo stato sin dai primi Anni 60 governatore della regione di Riad, la capitale, che sotto la sua guida è divenuta una metropoli, con decine di grattacieli e dove vivono quattro dei circa 20 milioni di abitanti dell'Arabia Saudita.
BUONE DOTI DA DIPLOMATICO. Ha fama di avere buone capacità diplomatiche, ma anche di saper usare le maniere forti. Ad esempio viene ricordato il fatto che nel 2011 ha ordinato un'azione contro i mendicati di Riad, facendo deportare quelli stranieri e costringendo quelli sauditi a seguire un corso di riabilitazione organizzato dal ministero degli Affari sociali. Proprio dal 2011 è stato inoltre ministro della Difesa e ha svolto un ruolo chiave nell'adesione del suo Paese alla coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Usa, con i caccia sauditi che bombardano postazioni jihadiste in Siria.
PREOCCUPAZIONI PER LA SALUTE. La sua salute desta qualche preoccupazione, avendo avuto un ictus che gli ha lasciato qualche problema di mobilità al braccio sinistro. Tuttavia, dovrebbe essere in grado di garantire una transizione senza scossoni.
CONSERVATORE E MEDIATORE. È considerato un conservatore, ma anche un mediatore. Già nel 2007, dunque ben prima che nel 2012 venisse nominato principe ereditario, un memo dell'ambasciata Usa a Riad affermava che la grande famiglia reale, che conta circa 5 mila principi, lo considera come «un punto di riferimento» per la soluzione di dispute interne. Un elemento molto importante, per un principe che si accinge a prendere in mano le leve del potere assoluto in un Paese che dispone del 20% delle riserve mondiali di petrolio, che ha al suo interno i luoghi più sacri dell'Islam e che dovrà inevitabilmente concedere delle riforme politiche, per consentire a uno dei Paesi più tradizionalisti al mondo di poter far fronte a sfide internazionali e regionali sempre più complesse.

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