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AGGRESSIONE 23 Gennaio Gen 2015 2045 23 gennaio 2015

Padova, rivolta in carcere: tre agenti penitenziari feriti

Forti tensioni ai Due Palazzi. Il Sappe: «Detenuti inneggiavano all'Isis». Inquirenti smentiscono.

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Il carcere Due Palazzi di Padova.

Le tensioni sono deflagrate in modo clamoroso nel pomeriggio del 22 gennaio nel carcere dei Due Palazzi di Padova, con una rivolta innescata dalla protesta di un detenuto romeno, subito sostenuto da altri reclusi, che ha portato a scontri con gli agenti penitenziari, due dei quali sono rimasti feriti in modo non grave. Quando tutto pareva essere tornato tranquillo, il 23 gennaio un'altra rissa ha riportato il caos. Protagonista lo stesso detenuto della sera prima, che si è barricato in una cella con in mano una lametta. L'uomo è stato disarmato da due guardie, una delle quali è rimasta ferita leggermente. Le conseguenze più gravi le hanno riportato i due primi agenti feriti: dieci e tre giorni di prognosi.
SAPPE: «INNEGGIAVANO ALL'ISIS». L'episodio è stato enfatizzato dal sindacato Sappe, che con il segretario generale Donato Capece ha subito 'alzato' l'asticella, facendo intravvedere una 'pericolosa regia' dietro ai fatti del Due Palazzi: «Molti dei detenuti, di origine araba, inneggiavano ad Allah e all'Isis», ha sostenuto. «Si trattava comunque di qualcosa di organizzato» - ha aggiunto - «visto che sono stati rinvenuti bastoni e coltelli artigianali. É gravissimo, anche in relazione all'atteggiamento assunto da molti detenuti di nazionalità araba».
GLI INQUIRENTI: «NESSUN RISCONTRO». Un allarme che però gli inquirenti, giunti al Due Palazzi per un'ispezione assieme agli agenti della squadra mobile, hanno smorzato: nessun riscontro al fatto che i magrebini partecipanti ai disordini abbiano inneggiato all'Isis - l'invocazione ad Allah, invece, rientra nella consuetudine per ogni musulmano - e allo stesso tempo è esclusa una matrice terroristica dietro la rivolta. Anche sul bilancio dei feriti, che nelle fasi concitate della ricostruzione dei fatti parevano saliti a sei, gli inquirenti hanno fatto chiarezza: sono tre in totale, di cui uno molto lieve.
LEGA: «ESPULSIONE IMMEDIATA». La Lega Nord è intervenuta con durezza sull'episodio, chiedendo con il deputato Roberto Caon «l'immediata espulsione per i detenuti che hanno scatenato la rivolta». La prima rissa aveva visto protagonisti due detenuti in particolare, il romeno (un 30enne condannato per omicidio, che deve scontare la pena fino al 2029) e un italiano, che nelle prossime ore saranno trasferiti in un'altra struttura. I fatti saranno oggetto di un'inchiesta da parte della procura padovana.
IL CARCERE OSPITA 800 DETENUTI ANZICHÈ 400. La rivolta è avvenuta nella sezione B del quarto piano, una di quelle sottoposte a 'vigilanza dinamica', che prevede celle aperte e detenuti liberi di spostarsi nei corridoi durante il giorno. Ma il problema del Due Palazzi, come di molte altre carceri, è il sovraffollamento. Vi sono rinchiuse 800 persone, quando la capienza dovrebbe essere di 400.

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