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TENSIONE 23 Gennaio Gen 2015 1239 23 gennaio 2015

Ucraina, stop dei ribelli per colloqui su tregua

Il leader dei separatisti: «Pronti a introdurre la pena di morte». Onu: oltre 5 mila vittime da aprile 2014.

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Tank ucraini nel Sud Est del Paese.

I separatisti dell'autoproclamata repubblica di Donetsk non intendono più cercare di trovare un compromesso con Kiev per un cessate il fuoco nel Sud Est ucraino. Lo ha annunciato il leader Alexandr Zakharcenko.
«Da parte nostra non ci saranno più tentativi di parlare di tregua», ha detto Zakharcenko dopo la conquista dell'aeroporto di Donetsk da parte dei ribelli. Il 'presidente' separatista ha affermato che i suoi uomini intendono «andare avanti nell'offensiva fino ai confini della regione di Donetsk». Ma ha anche avvertito che se ci sarà «una minaccia anche da altre parti sarà liquidata».
«INTRODURREMO LA PENA DI MORTE». Zakharcenko ha annunciato inoltre, nel corso di un incontro gli studenti dell'università di Donetsk, che sarà approvata una legge sulla pena di morte. L'unico Paese europeo in cui è in vigore la pena capitale è la Bielorussia, mentre in Russia c'è una moratoria. Dopo la strage di civili alla fermata di bus del 22 gennaio, il leader dei ribelli ha preannunciato che ordinerà di non fare più prigionieri nel conflitto con l'esercito di Kiev.
PRONTO A PARLARE CON POROSHENKO. Zakharcenko si è detto pronto a proseguire solo con il presidente ucraino Petro Poroshenko le trattative per risolvere il conflitto nel Donbass. E ha ribadito di non vedere «più il senso di continuare i colloqui nel formato del gruppo di contatto di Minsk nella stessa composizione».

Putin accusa Kiev: «Bombardamenti criminali sui civili»

Vladimir Putin.

Il presidente russo Vladimir Putin ha accusato Kiev di bombardamenti «criminali» contro i civili e di non aver fornito una risposta chiara alla proposta russa, ma di aver «dato un ordine ufficiale di cominciare un'azione militare su larga scala virtualmente sull'intero perimetro della linea di contatto».
SOLDATI UCCISI. Tre soldati ucraini sono stati uccisi e 50 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nei combattimenti nel Donbass contro i miliziani separatisti. Lo ha fatto sapere il portavoce militare di Kiev, Andrii Lisenko.
Secondo alcuni osservatori, i bilanci dei caduti forniti negli ultimi giorni dalle autorità ucraine riportano numeri inferiori rispetto alle reali perdite dei governativi.
OLTRE 5 MILA MORTI DA APRILE 2014. Più di 5 mila persone sono state uccise in Ucraina dall'inizio del conflitto, a metà aprile 2014. Lo ha rivelato l'ultimo bilancio dell'Onu reso noto a Ginevra. L'intensificarsi delle ostilità dal 13 gennaio scorso, ha detto il portavoce dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani Rupert Colville, ha portato il totale delle vittime nel Paese a 5.086. Inoltre, ha aggiunto, almeno 10.948 persone sono state ferite tra la metà di aprile dello scorso anno e il 21 gennaio scorso.
NUOVO CONFLITTO? Ora si teme l'inizio di un conflitto più esteso. Un conflitto nel quale c'è già spazio anche per inquietanti blitz come quello in cui è stato ucciso in auto a colpi d'arma da fuoco Ievgheni Ishenko, sindaco di Pervomaisk (nell'altra regione separatista di Lugansk) insieme ad altre tre persone, forse volontari russi che avevano consegnato aiuti umanitari. Solo un accordo tra Poroshenko e Putin, con un avallo occidentale, potrebbe avere qualche possibilità di successo nel fermare le armi. Ma il Cremlino ha bisogno di garanzie (la rinuncia dell'Ucrainaall'ingresso nella Nato, l'autonomia delle regioni del sud-est) che in questo momento Kiev sembra non potere né voler dare.

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