Isis Ostaggio Giapponese 150124172717
TERRORISMO 24 Gennaio Gen 2015 1600 24 gennaio 2015

Isis, decapitato uno degli ostaggi giapponesi

La vittima è il contractor Haruna Yukawa. In video l'altro rapito, il giornalista Kenji Goto Jogo, mostra la foto dell'esecuzione. Tokyo: «Atto imperdonabile».

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Un fermo immagine del video diffuso dall'Isis sull'esecuzione di uno dei due ostaggi giapponesi (Ansa).

È stato decapitato uno dei due ostaggi giapponesi nelle mani dell'Isis. Lo ha riferito il Site, il sito Usa di monitoraggio dei jihadisti sul web.
La vittima è Haruna Yukawa.
L'OSTAGGIO ATTACCA ABE. Il Site riferisce di un video dove il secondo ostaggio, Kenji Goto Jogo, mostra l'immagine dell'esecuzione e implora per la sua vita presentando le nuove richieste dell'Isis.
L'ostaggio parla in inglese e accusa il premier Shinzo Abe della morte di Yukawa, invitando moglie e famiglia a non cedere.
«Guardate la foto del mio compagno di prigionia Haruna massacrato nella terra dell'Isis. Eravate stati avvertiti», sono le parole pronunciate dal giornalista nel filmato.
L'ostaggio ucciso era un contractor.
I TERRORISTI: «LIBERATE SAJIDA AL-RISHAWI». Nel video, che dura due minuti e 56 secondi, Jogo presenta la nuova richiesta dei suoi rapitori: il rilascio della kamikaze «Sajida al-Rishawi» in carcere in Giordania.
L'agenzia di stampa nipponica Kyodo News ha riferito che il video è stato inviato per email alla moglie di uno dei due ostaggi.
Il governo giapponese sta verificando in una riunione d'emergenza il nuovo video e ha reso noto di ritenere «imperdonabile» l'atto compiuto dai terroristi.
TOKYO: «NON CI ARRENDEREMO». Nelle ore precedenti alla notizia dell'esecuzione il Giappone aveva promesso di «non arrendersi mai nella sua lotta per salvare la vita dei due ostaggi nipponici nelle mani dell'Isis».
Più di 24 ore dopo la scadenza dell'ultimatum dei jihadisti, il viceministro degli Esteri, Yasuhide Nakayama, aveva assicurato l'impegno del suo governo alla Giordania, dove sta coordinando gli sforzi di Tokyo per questa emergenza: «È un percorso molto difficile quello per ottenerne il rilascio, malgrado vi siano più strade», ha spiegato, «ci stiamo concentrando nel valutare più volte le informazioni ricevute. Non ci arrenderemo mai, li riporteremo a casa».

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