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ESTERI 25 Gennaio Gen 2015 1238 25 gennaio 2015

Egitto, scontri e morti all'anniversario della rivoluzione

Scontri tra polizia e Fratelli musulmani: per strada 23 morti e 97 feriti.

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Carri armati dell'esercito egiziano.

Forte tensione in Egitto per il quarto anniversario dalla caduta di Hosni Mubarak. Piazza Tahrir al Cairo, simbolo ed epicentro dei sommovimenti del Paese, è dalla sera del 24 gennaio chiusa e presidiata da almeno 25 mezzi blindati.
Il bilancio degli scontri fra sostenitori dei Fratelli musulmani e forze dell'ordine si è aggravato nel corso di domenica 25 gennaio: 23 morti e 97 feriti secondo la tivù di Stato egiziana, che ha citato come fonte il capo dell'unità di crisi del ministero della Salute.
Secondo quanto ha riportato l'agenzia Mena, gli accessi alla piazza sono stati chiusi anche con filo spinato e forze della sicurezza pattugliano il centro della capitale egiziana fra appelli a manifestazioni non autorizzate da parte dei Fratelli musulmani, al bando in Egitto.
MANIFESTANTE CON UN MITRA UCCISO. Il ministero dell'Interno egiziano, in una nota, ha confermato che un uomo ucciso ad Alessandria dalle forze dell'ordine era in possesso di un mitra e «stava sparando». «Due persone avevano mitra e sparavano sporadicamente per intimidire gli abitanti della zona; un abitante è stato ferito da colpi d'arma di fuoco», ha precisato il ministero nel comunicato sulla sua pagina Facebook, annunciando che ad Alessandria sono state arrestate «due altre persone che partecipavano al corteo in possesso di bottiglie molotov».
ARRESTI PER GLI INNI A MORSI. Cinque persone sono state arrestate per aver inneggiato al deposto presidente islamista Mohamed Morsi mostrandone grandi foto vicino a Tahrir. Come mostra il sito dell'emittente Al Jazeera in streaming, un piccolo corteo (sembra composto da decine di persone) è in corso nel benestante quartiere meridionale di Maadi: oltre a slogan della rivoluzione anti-Mubarak («Pane, libertà e giustizia sociale, il popolo vuole la caduta del regime»), fra gli altri ne viene scandito uno del periodo della giunta di generali che depose Morsi nel 2013 («abbasso il potere militare») e uno più recente contro l'attuale presidente («Morte a Sisi»). Come accade di frequente, sono esplosi due ordigni artigianali: uno nell'est della capitale ferendo due poliziotti e uno nel delta del Nilo bloccando una linea ferroviaria.

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