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ESTERI 28 Gennaio Gen 2015 1631 28 gennaio 2015

Isis: «Liberato il reporter giapponese», ma è giallo

Kenji Goto e il pilota giordano sarebbero stati rilasciati in cambio di una terrorista. Ma mancano conferme.

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Il giornalista Kenji Goto Jogo in un fermo immagine del video in cui mostra la foto dell'esecuzione Haruna Yukawa da parte dell'Isis.

Il reporter giapponese Kenji Goto e il pilota giordano Muadh al-Kassasbe, entrambi in mano allo Stato islamico, sarebbero stati «liberati in cambio di Sajida Rishawi», la terrorista già condannata a morte dalla giustizia giordana per gli attentati del 2005 ad Amman. Lo ha riferito la tivù satellitare Al Jazeera, affermando di essere in possesso di un audio messaggio di un responsabile dell'Isis. Ma, oltre al tweet di un sedicente jihadista, non ci sono conferme ufficiali. Tutto tace, ad Amman come a Tokyo.
TRATTATIVE SEPARATE? Che la Giordania stesse trattando per i due ostaggi, anche per conto del Giappone, era già emerso nei giorni scorsi. Il 28 gennaio le autorità giordane hanno fatto trapelare la disponibilità a procedere con lo scambio di prigionieri per riavere il proprio pilota, senza tuttavia menzionare il reporter giapponese. Come se le due trattative viaggiassero sì parallele, ma separate.
Su Twitter un account legato all'Isis, citato dal Site, avrebbe infatti precisato i termini dell'accordo: il rilascio dell'irachena in cambio dell'ostaggio giapponese «è per non uccidere (non per liberare) il pilota giordano».
Rishawi era la moglie di uno dei tre terroristi che riuscirono a farsi saltare in aria ad Amman, nel 2005, causando 57 morti. Anche Sajida avrebbe voluto farsi esplodere ma la sua cintura esplosiva non si attivò.
VOCI NON CONFERMATE. Già in mattinata sono circolate notizie, anche queste non confermate, che Rishawi fosse stata effettivamente già rilasciata dalla prigione giordana. Notizie che hanno costretto il ministro degli Esteri di Amman, Nasser Judeh, a smentire, anche lui su Twitter.
La Giordania, ha spiegato Judeh, ha chiesto all'Isis la prova che il pilota Muadh al-Kassasbe sia ancora in vita, ma non l'ha ricevuta. Poco dopo la sua cattura da parte dei jihadisti, il 24 dicembre nei pressi di Raqqa in Siria, infatti, una tv filo-iraniana ne annunciò l'uccisione e da allora lo Stato islamico non ha più pubblicato foto, video o notizie su di lui. Fino al 27 gennaio, quando l'ostaggio giapponese ancora in vita è apparso con una foto del pilota tra le mani, annunciando l'ultimatum di 24 ore dell'Isis.
Intanto la Casa Bianca, alla richiesta di un commento sul presunto scambio di prigionieri, ha tagliato corto: «La nostra politica è che non paghiamo riscatti».

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