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MEDIO ORIENTE 28 Gennaio Gen 2015 1146 28 gennaio 2015

Scontri Israele-Hezbollah, ucciso un casco blu dell’Onu

Attacco dal Libano contro i soldati di Tel Aviv: 2 morti. I colpi di mortaio sparati in risposta uccidono un peacekeeper spagnolo. Netanyahu: «Pronti a reagire con la forza».

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I soldati dell'esercito di Tel Aviv.

Nuovo violento scontro a fuoco a cavallo del confine col Libano tra le forze di Israele e le milizie di Hezbollah.
Un razzo anti-carro sparato dal territorio libanese in quello che la tivù satellitare Al Jazeera ha definito «operazione d'attacco», un'offensiva successivamente rivendicata dalle milizie sciite libanesi, è costato la vita a due militari israeliani.
Preannunciata dalle parole di Benjamin Netanyahu («a quanti cercano di sfidarci al confine Nord suggerisco di guardare a Gaza. Hamas ha subito questa estate il colpo più duro dalla sua fondazione. Siamo pronti a reagire con forza», ha detto il premier israeliano) la reazione di Israele non si è fatta attendere. La stessa Al Jazeera ha rifetito di raid compiuti dall'aviazione militare dello Stato ebraico nei pressi della cittadine Kafr Shuba e Al Majidia, ancora nei pressi delle fattorie di Shebaa. Vittima dell'escalation è stata un casco blu spagnolo dell'Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite dispiegata lungo la «Linea Blu» nel sud del Libano dal 1978, che è rimasto ucciso nella controffensiva di Tel Aviv.

2 MORTI E 7 FERITI NELL'ATTACCO DI HEZBOLLAH. L'esercito israeliano ha comunicato solo diverse ore dopo il primo attacco di Hezbollah la morte di due suoi soldati, per notificare la notizia del decesso prima alle famiglie dei due caduti. Il bilancio include sette soldati feriti. Tel Aviv ha inoltre fatto sapere che poco dopo l'attacco con il missile anti-carro, un'altra postazione israeliana è stata oggetto di colpi di mortaio sulle alture del Golan. In questo caso non risultano feriti. Smentita dai militari anche la cattura da parte di Hezbollah di un soldato israeliano.
Tra le notizie filtrate sulla dinamica dell'incursione contro la pattuglia israeliana, c'è quella che rivela come il veicolo militare, nonostante gli allarmi di questi giorni, non fosse blindato.
Hezbollah ha rivendicato l'azione, come rappresaglia al raid sulla Siria costato la vita fra gli altri a un suo comandante e a un generale dei Pasdaran iraniani.
COLPI DI MORTAIO E RAID AEREI DI ISRAELE IN LIBANO. Nel contrattacco portato in Libano, definito dell'esercito israeliano una risposta «agli attacchi di Hezbollah con un'operazione combinata tra aviazione e artiglieria» diretta contro le «posizioni operative» del movimento integralista sciita, sono stati sparati una cinquantina di colpi di mortaio in territorio libanese anche se altre fonti hanno detto all'Afp che più di una decina di colpi di artiglieria pesante sono stati lanciati sui villaggi di confine libanesi e che gli aerei di Israele hanno sorvolato la zona.
Proprio in seguito alle ferite causate da un colpo di mortaio sarebbe morto il peacekeeper dell'Onu, Francisco Javier Soria Toledo di 34 anni e originario di Malaga.
IL GOVERNO SPAGNOLO ESIGE INCHIESTA SUL CASCO BLU UCCISO. Mentre il premier Mariano Rajoy ha espresso via Twitter le condoglianze ai suoi familiari il governo spagnolo ha chiesto l'avvio di un'inchiesta «immediata, esaustiva e completa» affidata all'Onu sul decesso del casco blu.
«Non ci tremerà la voce nell'esigere che ogni responsabilità venga indagata», ha detto il ministro degli esteri iberico José Manuel Garcia Margallo in dichiarazioni ai media spagnoli.
Garcia-Margallo stava incontrando a Madrid l'inviato dell'Onu per la Siria, Staffan De Mistura, quando ha ricevuto la chiamata dell'ambasciatore d'Israele in Spagna, Alon Bar, che gli ha trasmesso le condoglianze per la morte del militare ucciso,
Toledo, ha specificato l'esecutivo di Madrid, era alla sua seconda missione nell'area e stava svolgendo il 28 gennaio il proprio turno di servizio in un posto di vigilanza fisso del quale Israele conosceva perfettamente le coordinate.
ISRAELE CHIEDE LA PERMANENZA IN ZONA DEI CASCHI BLU SPAGNOLI. All'Ansa il portavoce del contingente Onu Andrea Tenenti ha confermato la morte del soldato, senza indicare precise responsabilità. Tenenti ha spiegato che il generale italiano Luciano Portolano, comandante del contingente Unifil, «è in stretto contatto con le parti, invitandole al massimo contegno per evitare l'escalation» della tensione nell'area.
L'esercito ebraico avrebbe chiesto ai caschi blu spagnoli schierati nella zona meridionale del Libano di non lasciare le loro basi. Il primo ministro libanese Tammam Salam ha riaffermato l'impegno del suo Paese al rispetto della risoluzione Onu.
Secondo alcuni commentatori, che hanno ricordato che il 17 marzo ci saranno le elezioni in Israele, ora si tratta di vedere se lo scontro si fermerà qui oppure sia destinato a prendere una piega peggiore.

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