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MINACCIA 29 Gennaio Gen 2015 0605 29 gennaio 2015

Isis, ultimatum alla Giordania: «Sajida libera o il pilota muore»

Messaggio del Califfato per Amman. La minaccia registrata da ostaggio giapponese.

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Sajida al-Rishawi.

Nuovo ultimatum dell'Isis che - come ha riportato la Cnn - avrebbe diffuso un nuovo video in cui ha dato tempo alle autorità di Amman fino al tramonto di giovedì 29 gennaio per liberare la terrorista Sajida al Rishawi e portarla al confine con la Turchia. Se questo non dovesse avvenire, la minaccia è quella di uccidere il pilota giordano Muath al Kaseasbeh, nelle mani dei jiadisti dalla vigilia di Natale 2014.
MESSAGGIO DELL'ISIS. A pronunciare l'ultimatum nel nuovo messaggio audio è un uomo che si è identificato come Kenji Goto, il reporter giapponese tenuto in ostaggio dai militanti dell'Isis e che si credeva essere stato liberato.
«Se Sajida al Rishawi non è pronta per lo scambio per la mia vita al confine con la Turchia entro il tramonto di giovedì 29 gennaio, orario di Mosul, il pilota giordano Muath al Kasaesbeh sarà ucciso immediatamente», ha detto l'uomo del video.
SAJIDA CONDANNATA A MORTE. L'autenticità del messaggio deve ancora essere verificata, ma si tratterebbe di uno sviluppo all'ultimatum di martedì 27 gennaio secondo cui il reporter e il pilota sarebbero stati uccisi entro le 24 ore se la Giordania non avesse accettato di rilasciare Sajida, condannata a morte per aver fatto parte di un commando kamikaze che nel 2005 ad Amman causò in tre differenti attacchi la morte di circa 60 persone.
GIALLO SULLA LIBERAZIONE. Mercoledì 28 gennaio erano circolate molteplici e e confuse notizie, tra cui quella secondo cui i due ostaggi (o anche solo uno) erano stati liberati in cambio della jihadista irachena. Amman, però, aveva smentito l'ipotesi, condizionata prima di tutto al rilascio del pilota giordano tenuto prigioniero.

Amman sta trattando con i miliziani per liberare il pilota

Il giornalista Kenji Goto Jogo in un fermo immagine del video in cui mostra la foto dell'esecuzione Haruna Yukawa da parte dell'Isis.

La Giordania non ha ancora replicato all'ultimatum del Califfato, ma è noto che il Paese di re Abdullah abbia deciso da tempo di trattare con i miliziani neri, tanto che il ministro degli Esteri Nasser Judeh aveva spiegato che Amman è «pronta a liberare la terrorista in cambio del pilota eroe».
Anche il ministro dell'Informazione Mohammad Momani aveva spiegato che «la priorità è riavere Muath al Kaseasbeh».
PRESSING IN GIORDANIA. In attesa delle nuove mosse per la liberazione del pilota, in Giordania sono state organizzate manifestazioni di solidarietà al padre di al Kaseasbeh che è diventato uno degli uomini più amati del regno: il pilota, infatti, proviene da un clan tribale di Karak, uno dei più importanti del Paese, e intorno a lui si sono riuniti gli hashemiti. Re Abdullah, quindi, non può abbandonare alla sua sorte l'ostaggio anche solo per non creare un solco tra la monarchia e le tribù che lo sostengono.
GIAPPONE FIDUCIOSO. Il Giappone conta sull'aiuto della Giordania per liberare il reporter Kenji Goto, in uno scenario in «rapida evoluzione».
Il governo, ha detto il portavoce Yoshihide Suga, ha contatti molto stretti con Amman, basati su «un rapporto di estrema fiducia».
Sarà «fatto tutto il possibile» lavorando con Paesi dell'area come Turchia, Giordania e Israele.
«La situazione è in rapida evoluzione, non posso dare dettagli», ha concluso il governo nipponico.

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