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LAVORO 30 Gennaio Gen 2015 1108 30 gennaio 2015

Bancari, Camusso: «Se l'Abi non cambia idea, ancora scioperi»

I dipendenti chiedono il rinnovo del contratto nazionale. Il sindacato pronto a continuare le agitazioni.

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Susanna Camusso.

Nel giorno dello sciopero dei bancari, il segretario della Cgil, Susanna Camusso, si è schierata a favore dei dipendenti, che chiedono il rinnovo del contratto nazionale: «Se l'Abi non cambia idea continueremo la mobilitazione e gli scioperi. Le categorie ci hanno ragionato e discusso, lo diremo in tutte le piazze», ha sottolineato la sindacalista.
«LASCIA IN DIFFICOLTÀ UNA CATEGORIA». «Basta un numero», ha per rendere evidente come nella crisi ci sia chi ha continuato ad arricchirsi e chi ad impoverirsi: il presidente della Bce Mario Draghi guadagna 600 mila euro l'anno, i banchieri italiani in media 3,7 milioni di euro. Bastano queste cifre», ha proseguito, «per capire come si sia scelto di arricchire pochi e lasciare in difficoltà una categoria molto importante perché da lì dovrebbe passare parte della spinta agli investimenti per la ripartenza del paese».
ABI: «SÌ AL RINNOVO, MA CONFRONTO BREVE». È poi arrivata la replica dell'Abi: «La data del 31 marzo indica una scadenza chiara e netta, oltre la quale è prevista inevitabilmente la disapplicazione del contratto, non giustificandosi più un confronto eccessivamente prolungato ad ogni costo», ha affermato l'Associazione delle banche nel giorno dello sciopero del settore, sottolineando «nuovamente la volontà di arrivare ad un rinnovo» del contratto «che possa conciliare le esigenze di recupero di redditività e produttività con le esigenze occupazionali e di tutela dei salari dall'inflazione».

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