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ACCIAIERIA 30 Gennaio Gen 2015 1548 30 gennaio 2015

Ilva, il tribunale di Milano dichiara lo stato di insolvenza

Sentenza dei giudici nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria. Indebitamento di quasi tre miliardi di euro.

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Una veduta dall'alto dell'Ilva.

Il tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza di Ilva Spa nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria e ha nominato come giudice delegato Caterina Macchi.
I giudici hanno scritto nella sentenza che Ilva «presenta un indebitamento complessivo pari a 2.913.282.282 miliardi di euro».
Il passaggio può dirsi obbligato dopo l'amminitrazione straordinaria e la nomina di tre commissari, Piero Gnudi, Corrado Carruba (per entrambi si è trattato di una conferma) ed Enrico Laghi ed immediato ricorso da parte di Gnudi per ottenere la dichiarazione di insolvenza.
POSIZIONE FINANZARIA NEGATIVA PER 1.583 MILIONI. Inoltre, osserva il tribunale, Ilva «si trova in stato di insolvenza (...), risultando che la società presenta capitale circolante negativo per circa 866 milioni di euro, i dati si riferiscono sempre a due mesi fa -, una posizione finanziaria netta negativa per 1.583 milioni di euro, una progressiva riduzione del patrimonio netto contabile e una redditività negativa della gestione».
E infine, non può far fronte ai debiti con mezzi normali: infatti, annotano i giudici, «nonostante le articolate misure messe a disposizione del Commissario da interventi legislativi speciali (...) non sussistono né mezzi propri né affidamenti da parte di terzi che consentano di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le obbligazioni e di far fronte, contestualmente, all'attuazione degli interventi previsti dal Piano Ambientale approvato con" il cosiddetto 'salva-Ilva' del marzo dell'anno scorso».
Con la dichiarazione di insolvenza di Ilva e la fissazione dell'adunanza dei creditori per l'esame dello stato passivo per il prossimo 29 giugno, da un lato è stato posto l'ultimo 'timbro' per dare il via alla procedura di amministrazione straordinaria che ha lo scopo di assicurare la prosecuzione dell'attività dell'azienda in vista di una cessione edall'altro si profila la possibilità di un aggravamento, dal punto di vista penale, della posizione di alcuni dei componenti della famiglia Riva già indagati in diverse inchieste a Taranto e Milano: rischiano nuove incriminazioni per il crac del colosso siderurgico.
20 MILA DOMANDE IN ARRIVO. In più, come è stato fatto notare al palazzo di Giustizia di Milano, il caso Ilva porrà un problema non secondario: si prevedono circa 20 mila domande di ammissione al passivo con il serio pericolo, se non si provvede al potenziamento dell'organico, del 'collasso' della sezione fallimentare già oberata di un carico di lavoro notevolmente lievitato negli ultimi anni.
EMENDAMENTI IN PARLAMENTO. Intanto in Parlamento è stato depositato un pacchetto di emendamenti: uno per rendere eseguibile da parte della banca svizzera Ubs il trasferimento all'amministrazione straordinaria dell'Ilva dei circa 2 miliardi sequestrati ai Riva dalla magistratura milanese, l'altro per fissare a luglio 2016 il termine ultimo per completare i lavori di risanamento ambientale previsti dall'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale.
Nel frattempo gli operai dell'indotto del gruppo hanno sciolto i presidi davanti al Municipio di Taranto e alla portineria 'Imprese' dello stabilimento.

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