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GIALLO 30 Gennaio Gen 2015 1941 30 gennaio 2015

Isis, silenzio sulla sorte degli ostaggi dopo l'ultimatum

Giappone e Giordania col fiato sospeso per il reporter e il pilota. Tokyo: «Fatto ogni sforzo».

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Il giornalista Kenji Goto Jogo in un fermo immagine del video in cui mostra la foto dell'esecuzione Haruna Yukawa da parte dell'Isis.

Dopo l'ultimatum dell'Isis scaduto il 29 gennaio senza che nessuno scambio sia avvenuto, regna il silenzio sulla sorte del reporter giapponese e del pilota giordano ostaggi dello Stato islamico.
Il primo ministro di Tokyo è tornato a ripetere in parlamento che «tutti gli sforzi sono stati fatti per la liberazione» del giornalista Kenji Goto. In particolare spingendo per la collaborazione della Giordania, alla quale lo Stato islamico ha chiesto il rilascio della terrorista irachena Sajidah Rishawi, condannata a morte. Ma Amman ha ribadito di non avere ancora ricevuto dai jihadisti la prova che il pilota Muath al Kaseasbeh catturato dall'Isis sia ancora in vita. Una condizione necessaria per acconsentire allo scambio.
APPELLI DISPERATI A TOKYO. A Tokyo, alcuni manifestanti si sono radunati davanti all'ufficio del primo ministro, mostrando fotografie di Goto e di Kaseasbeh e chiedendo, con cartelli in inglese e arabo, che venga fatto tutto il possibile per salvarli. Il governo giapponese, intanto, si premura di evitare che altri suoi cittadini vengano presi in ostaggio. Il ministero degli Esteri, infatti, ha lanciato un avvertimento ai giornalisti giapponesi perchè evitino la zona di frontiera tra Siria e Turchia dove lo scambio potrebbe avvenire. «Non possiamo escludere la possibilità di sequestri di reporter giapponesi o altri rischi», ha avvertito il dicastero.
CHIESTO IL RILASCIO DELLA TERRORISTA IRACHENA. Kenji Goto era stato mostrato per la prima volta il 19 gennaio in un video dell'Isis insieme ad un altro ostaggio giapponese, il contractor militare Haruna Yukawa. Per la loro liberazione i jihadisti chiedevano al Giappone il pagamento di un riscatto di 200 milioni di dollari. Successivamente, dopo avere annunciato di avere ucciso Yukawa, i miliziani dell'Isis hanno cambiato le loro condizioni, chiedendo il rilascio della terrorista detenuta ad Amman e inserendo nella drammatica partita anche il pilota giordano. In un messaggio apparentemente letto da Goto, veniva dato tempo fino al tramonto del 29 gennaio alle autorità giordane per consegnare la Rishawi al confine tra Turchia e Siria, minacciando in caso contrario di uccidere «immediatamente» l'ostaggio.
LE ULTIME MINACCE IL 29 GENNAIO. Il 29 gennaio, nell'approssimarsi della scadenza dell'ultimatum, il sito Site, che monitora i media di gruppi terroristi, aveva segnalato un messaggio online dell'Isis, ritwittato da un account e accompagnato dall'immagine di un coltello, secondo il quale il pilota giordano stava appunto per essere ucciso. Ma è ancora giallo sulla sorte degli ostaggi.

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