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CRONACA 1 Febbraio Feb 2015 1130 01 febbraio 2015

Salerno, uccide la moglie e si suicida

L'uomo, un muratore di Caserta, ha sparato alla donna al culmine di una lite. I due si stavano separando.

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Rilievi dei carabinieri sul luogo dell'omicidio.

Caso di omicidio-suicidio a Salerno.
Un uomo ha sparato ad una donna con la quale era legato sentimentalmente e poi si è tolto la vita.
Il fatto è avvenuto nella mattina del 1° febbraio all'esterno delle piscine del Club Fiore, a Campigliano, frazione di Giffoni Valle Piana (nel Salernitano) dove era in corso una gara di nuoto.
L'uomo avrebbe sparato al culmine di una lite, forse per motivi di gelosia.
I due erano sposati ma si stavano separando.
I DUE ORIGINARI DI CASERTA. A sparare è stato Salvatore Varavallo, 35 anni, nato a Caserta, la moglie si chiamava Giustina Copertino, 29 anni, era era anche lei di Caserta.
L'uomo avrebbe agito conn una pistola 9x21 ed era un muratore occasionale.
Il primo febbraio Varavallo è arrivato al club sportivo di Giffoni, dove il figlio della coppia, di nove anni, era impegnato in una gara di nuoto. Prima ha esploso alcuni colpi contro la Bmw del suocero, che non era nella vettura.
Poi ha chiamato la moglie, le ha ingiunto di uscire fuori e le ha sparato contro cinque colpi.
Nei successivi momenti di paura e concitazione, un uomo uscito all'esterno del club gli ha gridato di abbassare l'arma.
Lui se l'è puntata alla tempia e, dopo due tentativi andati a vuoto, ha esploso il colpo del suicidio.
NESSUN GESTO DI AGGRESSIVITÀ FINORA. Varavallo e la moglie non vivevano più insieme, dopo aver dato il via all'iter della separazione, ma finora la moglie non aveva notato o riferito ai congiunti episodi di particolare aggressività da parte del marito che potessero far temere gesti inconsulti.
Nel giubbotto di Varavallo sono stati trovati altri 34 proiettili e un coltello. La coppia aveva due figli, di 9 e 4 anni.
I familiari di Giustina, i genitori, il fratello e la sorella, si sono recati poco fa nell'obitorio dell'ospedale di Salerno per il riconoscimento della salma.
«Vorrei che lui fosse in galera e mia figlia a casa», ha detto tra le lacrime il papà di Giustina riferendosi a Varavallo.

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