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L'INTERVENTO 2 Febbraio Feb 2015 1155 02 febbraio 2015

Naufragio Concordia, Domnica: «Schettino sa, ma protegge Costa Crociere»

La moldava «indignata» che l'ex comandante sia l'unico imputato: «Compagnia informata sulla rotta».

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Domnica Cemortan.

Domnica Cemortan torna ad accusare Francesco Schettino e lancia sospetti sul ruolo di Costa Crociere.
Secondo la giovane moldava che era con l'ex comandante della Condordia in plancia di comando al momento dell'impatto della nave con gli scogli del Giglio, Schettino non avrebbe «detto tutto». Anzi, Cemortan, s'è detta «dispiaciuta» perché, a suo dire, «lui può dire di più di quello che conosce della compagnia e può parlare di tante cose», ma secondo la moldava l'ex comandante «protegge Costa Crociere»:
Addirittura Cemortan, intervenendo a Mattino 5 su Canale 5 con un nuovo look - capelli corti e scuri - s'è detta «indignata» perché «una sola persona è chiamata a rispondere» del naufragio.
COMPAGNIA INFORMATA DELLA ROTTA. «Quando ho lavorato per Costa, prima di quel viaggio», ha continuato la giovane, «Schettino mi ha detto più volte che per cambiare rotta doveva informare ala compagnia». E per spiegare meglio ha mostrato una copia del giornale di bordo in russo, destinato ai passeggeri: «Se il capitano cambia qualcosa noi lo sappiamo subito per poterlo cambiare sul giornale».
Quindi Cemortan ha chiarito che quando è salita a bordo a Civitavecchia, «tutti nell'equipaggio sapevano del cambiamento di rotta per passare vicino al Giglio», ma «nessuno durante il processo ha verificato se era accaduto, se c'era una e-mail del capitano alla compagnia».
RICHIESTA DI RISARCIMENTO. Domnica, poi, è tornata a ripetere di voler essere risarcita perché «ha visto la morte in faccia» e, soprattutto, la sua vita «è stata distrutta completamente» sia da quell'esperienza che dalla caccia che le viene data dai media e adesso vuole essere «lasciata stare nella sua vita privata»: «Cambio numero di telefono ogni settimana e la mia vita è così da tre anni».
Sulla richiesta di condanna a 26 anni per Schettino, la giovane non s'è invece pronunciata. Anche se ha detto che nel 2012, quando il processo non era ancora iniziato, dalla procura di Grosseto le avrebbero detto che per l'ex comandante si profilava una pena di 25 anni. A quel punto, ha sostenuto, lei reagì stupita per l'entità di una simile eventuale condanna: «Mi dissero che Costa dà lavoro a tante persone...».
SALVATA UNA VITA NEL DRAMMA. Ricordando la notte del naufragio, Cemortan ha ricordato anche di aver salvato almeno una persona dalle acque del Giglio: «Quanto vale la vita di una persona in Italia?», ha detto ribadendo di voler 200 mila euro - come formalizzato in aula dal suo legale - come risarcimento.
«Ho visto la morte in faccia, a casa mi aspettava una bambina e dopo il naufragio la mia vita è distrutta, cambiata completamente», ha concluso dicendo che forse potevano essere salvate più persone dal naufragio.

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